Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Vittima di usura fallisce, Agenzia delle Entrate gli chiede il conto | VIDEO

L'incredibile storia di Giuseppe Schirru, imprenditore palermitano, costretto a chiudere la sua azienda dopo aver denunciato la richiesta di tangenti e infiltrazioni mafiose. L'uomo ha chiamato in causa le banche, 'colpevoli' a suo giudizio di applicare tassi usurari e di compiere gravi inadempimenti contrattuali: "Io, stritolato dalla burocrazia. Quel debito che inizialmente era di 23 mila euro, è salito fino a 516 mila euro"

 

Se fossero arrivati in tempo, i soldi del fondo di solidarietà per le vittime di usura avrebbero potuto salvare la sua azienda, invece Giuseppe Schirru, imprenditore palermitano, oggi è un commerciante fallito, vittima di una burocrazia che ha finito per allargare il baratro in cui era precipitata la sua società di protesi ortopediche. "Una banca ha di fatto bloccato l'operatività di un conto, facendo aumentare a dismisura il debito che era iniziale di 23mila euro, ed è salito fino a 516mila euro. E' emerso che sono stato vittima di usura dal 2001 al 2009".

Dunque Schirru aveva diritto di accedere al fondo di solidarietà per non arrivare al fallimento ma la sua pratica è rimasta impantanata per mesi. Così, pochi giorni fa, ecco il fallimento, con l'Agenzia delle Entrate che ha revocato la sospensione di quei benefici concessi proprio in qualità di vittima dell'usura. "Non si può far passare due anni lasciando le persone in un limbo", dice.

Oltre il danno la beffa. Dichiarato il fallimento, infatti, quando arriveranno i soldi del fondo di solidarietà, "questi servirebbero per ripianare i conti con i creditori, ma non sarebbero sufficienti a risolvere il debito con l'Erario - spiega l'avvocato Marzia Barone -. Quello che è accaduto al signor Schirru è una mancanza del nostro ordinamento. La normativa non prevede la possibilità di ottenere la sospensione della procedura fallimentare". Così la vittima di usura già alle prese con un difficile percorso nel nome della legalità viene anche dichiarato fallito, e non è più padrone della propria società.

Potrebbe Interessarti

Torna su
PalermoToday è in caricamento