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Macchina analogica e camera oscura: ai Quattro Canti si va indietro nel tempo con un clic | VIDEO

La strada è la sua casa, i ritratti il modo in cui comunica, una fotocamera del 1930 la sua compagna di avventure. Armato di obiettivi a soffietto ed emulsioni, Rosario Patanè dà vita alla magia sotto le allegorie dei Quattro Canti

 

Uno sguardo al passato proiettato al futuro. La bellezza immortale di un ricordo in bianco e nero che non sbiadisce alla velocità di un clic. Il tempo come alleato e non come tiranno. L'olfatto, la vista, il tatto. Il mondo guardato al contrario per vedere meglio le cose. Il tutto, tra i monumenti di Palermo, la città in cui Rosario Patanè - catanese di 37 anni - ha scelto di vivere dopo centinaia di viaggi tra le montagne del mondo. La strada è la sua casa, i ritratti il modo in cui comunica, una macchina fotografica del 1930 la compagna di avventure. 

Una passione, un'emozione analogica la sua, per un mondo bistrattato dal digitale ma che gli permette di vivere, dopo aver affrontato numerose difficoltà. Così, armato di obiettivi a soffietto, emulsioni e camera oscura, sotto le allegorie dell'Ottagono del Sole, dà vita alla magia e crea ritratti che hanno lo stesso sapore di quelli dei nonni. Anche noi abbiamo ceduto all'alchimia e portato a casa un ricordo da mettere in vetrina e custodire nel tempo. 

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