Un bene confiscato alla mafia ospiterà ragazzi meno fortunati: nasce Casa Apriti Cuore | VIDEO

Inaugurato alla presenza del sindaco e dell'assessore Mattina, sarà usato per percorsi di housing first rivolti a giovani.

Il progetto nasce come risposta al bisogno di offrire possibilità d’inserimento sociale partendo dal bisogno primario di avere una casa e riguarderà sei ragazzi italiani e stranieri che hanno concluso il loro percorso all'interno di strutture residenziali e che verranno accompagnati nella costruzione di una realtà autonoma abitativa, lavorativa e relazionale. La casa si trova nei pressi di viale Campania.

L’housing first è un approccio innovativo nelle politiche di contrasto alla grave emarginazione che prevede l’inserimento diretto delle persone che vivono per strada o che rischiano di vivere per strada perché fuori dai percorsi, in appartamenti indipendenti. Un approccio che risponde bene alle esigenze di questo target di soggetti fragili come i neo maggiorenni prossimi alla fuoriuscita delle strutture. 

La natura dell’intervento passa dalla dimensione della protezione e della cura (aspetti specifici delle comunità e dei contesti similari) alla dimensione della promozione della cittadinanza attiva e dell’autonomia personale (costrutti più adatti a soggetti che devono orientarsi verso una risoluta indipendenza). L’approccio è di empowerment, teso alla promozione e valorizzazione delle risorse del singolo che ormai si appresta alla vita autonoma. Raggiungere l’adultità ed essere autonomi significa inserimento nel mondo del lavoro, possibilità di una casa, l’acquisto di un’auto. È pertanto un percorso che non può concludersi da appena maggiorenni, ma che deve essere sostenuto e accompagnato. 

Obiettivi del progetto di accoglienza sono: contribuire alla piena integrazione e inserimento dei ragazzi nella società in cui vivono, rendendoli consapevoli delle responsabilità concrete che tale processo comporta; sviluppare processi di empowerment individuale; facilitare il superamento della momentanea condizione di disagio economico e/o sociale attraverso progetti individualizzati di sostegno; garantire un’abitazione atta all’accoglienza; responsabilizzare i ragazzi rispetto ai propri doveri. E ancora favorire l’integrazione con il territorio per essere in grado di interagire con esso; garantire valide sinergie tra i soggetti coinvolti per una integrazione continua e promuovendo il rispetto della convivenza civile e sociale.

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