Martedì, 27 Luglio 2021

Dal gigante carnivoro al rettile volante: a Palermo tornano i dinosauri | VIDEO

Si tratta di tre esemplari, ricostruzioni perfette di un Carnotaurus sastrei, un Thecodontosaurus antiquus e un rettile volante Anhanguera, in mostra all'Orto Botanico fino a fine agosto.

All'Orto Botanico si torna bambini con il fascino senza tempo della scoperta e della storia. L'esposizione, nata dalla collaborazione scientifica tra il museo geologico Gemmellaro e l’Oertijdmuseum di Boxter, in Olanda, produttore delle repliche, sarà visitabile con il biglietto d'ingresso all'Orto. Da metà settembre turisti e palermitani potranno continuare ad ammirarli proprio al museo Gemmellaro dove verrà realizzata l’unica mostra permanente di dinosauri di tutto il Centro Sud, eccezion fatta per l’esposizione di un solo scheletro presso il Centro Musei delle Scienze Naturali e Fisiche dell’Università di Napoli.

All'ingresso della serra, ad attendere i visitatori, c'è un rettile volante del tipo Anhanguera, dalla grande apertura alare e dotato di un allungato dotato di due basse carene, che probabilmente gli garantivano una migliore aerodinamicità, o forse venivano usate per fendere l'acqua e "andare a pesca".

A catturare però maggiormente l'attenzione è la copia dell’unico esemplare rinvenuto al mondo, alto 3,50 m e lungo 7 m, uno dei più grandi carnivori noti, vissuto in Argentina nel Cretaceo Superiore circa 70 milioni di anni fa. Il nome generico Carnotaurus significa toro mangiatore di carne perché possedeva due piccola corna sul capo simili a quelle di un toro, caratteristica unica per un dinosauro carnivoro. Il nome specifico, sastrei, è stato scelto in onore di Angelo Sastre, il proprietario del terreno dove lo scheletro è stato trovato. Il Carnotauro è l’ultimo rappresentante sudamericano di una delle più grandi famiglie di dinosauri del periodo Cretaceo e sarà uno dei dinosauri del film “Jurassic World II: Il Regno Distrutto” in uscita a giugno in Italia.

Poi, di dimensioni minori, c'è il Thecodontosaurus antiquus il cui nome significa “antico dinosauro con alveoli dentari”. Attualmente viene indicato dagli studiosi  come il primo dinosauro erbivoro perché i denti non sono saldati alle mandibole ma sono alloggiati in appositi alveoli ed hanno subito una modificazione della seghettatura. L’esemplare esposto a Palermo è il terzo in assoluto: attualmente questo scheletro si può ammirare solo in altri due musei: il museo di Bristol in Inghilterra e l’Oertijdmuseum in Olanda.

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