Orlando accoglie il Dalai Lama: "Palermo è la tua città" | VIDEO

Il leader spirituale tibetano torna a Palermo dopo la visita del 1996: "Quello che dico sempre ovunque vado è che noi facciamo parte di una comunità di 7 miliardi di persone. Siamo tutti uguali"

Dopo 21 anni il Dalai Lama è ritornato a Palermo. Questa mattina Tenzin Gyatso, leader spirituale del Tibet e Premio Nobel per La Pace, ha tenuto la sua conferenza sull’”Educazione alla Gioia”. La sede scelta è stata quella del Teatro Massimo – al centro di un complesso sistema per garantire la sicurezza di Sua Santità – nel quale è riuscito ad accedere soltanto chi è provvisto del biglietto o dell’apposito pass. Numerosi i giornalisti e le troupe televisive che sono arrivati a Palermo per seguire l’evento. Il Dalai Lama è arrivato a Palermo dopo aver già toccato Messina e Taormina. "Vengo da un viaggio molto lungo - ha esordito -. Arrivo dall'Irlanda del Nord e dalla Germania". 

Il leader spirituale poi ha aggiunto: "La felicità è qualcosa che viene sviluppata da dentro, attraverso i nostri pensieri. Io da tempo promuovo di inserire nell'odierno sistema istruzione di sviluppare amore e compassione basati sull'esperienza comune. Paura e sfiducia provocano grandi problemi. - ha aggiunto -. Chi si rivolge a noi con rabbia provoca malessere nell'altra. Rabbia e paura a livello fisico fanno male, lo dicono anche i dottori. Noi dovremmo inserire questi valori. Siamo tutti nati da una madre, grazie all'effetto siamo cresciuti e quello l'affetto di una madre è il seme della compassione". 

Ad accoglierlo è stato il sindaco Leoluca Orlando. "Il Dalai Lama - ha detto - torna a Palermo, nella sua città, nella città che nel 1996 gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Ricordo la mia emozione e l'orgoglio di Sindaco di una città che con quella scelta lanciava un messaggio di futuro, affermava una visione e un cammino che facesse di Palermo non più capitale della mafia, non più capitale soltanto del diritto ma capitale dei diritti, spesso mortificati dal diritto, dalle leggi degli Stati". 

"La cittadinanza onoraria ai condannati a morte e la sepoltura a Palermo di Joseph O'Dell nel 1997 furono alcune fra le tante conferme di quella visione che ha trovato nel 2015 espressione compiuta con la Carta di Palermo sulla mobilità internazionale come diritto umano inalienabile e per l'abolizione del permesso di soggiorno quale strumento legalizzato di discriminazione e violazione dei diritti umani - ha detto Orlando -. Grazie, Santità, per avere accettato di essere, da anni lontani, punto di riferimento in una città dove la gioia era e deve essere liberazione dall'interno di ciascuno da egoismi e liberazione dalla soffocante cultura dell'appartenenza e dove sia quotidiano, vita domestica il rispetto della persona umana, di ogni persona umana.  Tanto si è fatto, tanto dovrà essere ancora fatto, ma a Palermo ormai questo cammino è irreversibile e la presenza nella nostra città del "palermitano" Dalai Lama ricorderà che a Palermo siamo tutti palermitani, senza distinzione di religione o credo, di colore della pelle o di lingua, di nazionalità o luogo di nascita...".

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