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Mimose? No, il fuoco: le donne scendono in strada, bruciata bandiera della Lega | VIDEO

Sciopero femminista a Palermo in occasione dell'8 marzo: a sfilare in corteo - nelle strade del centro - circa un migliaio di donne

 

Sciopero femminista a Palermo in occasione dell'8 marzo. La manifestazione contro la violenza di genere - alla quale hanno partecipato un migliaio di donne - è stata indetta per l'occasione da Non Una di Meno Palermo, come si legge in una nota. “A casa, a lavoro oggi non ci stiamo. Scioperiamo! Scioperiamo!” è stato uno dei cori intonati a squarciagola dalle donne lungo il percorso che, muovendosi per le vie cittadine dietro lo striscione su cui campeggia la scritta “Sciopero globale femminista”, ha invaso il centro storico come una marea.

Tra i nemici dichiarati anche Salvini: bruciata la bandiera della Lega in via Maqueda. "L'azione simbolica - si legge in una nota - intende manifestare l'assoluto dissenso nei confronti del Ddl Pillon, disegno di legge sulla revisione delle norme in materia di separazione, divorzio e affido dei minori che riporta la condizione femminile indietro di millenni; delle derive razziste, xenofobe e securitarie delle politiche di Governo che vengono affermate e legittimate da chi sta al potere  attraverso la  strumentalizzazione dei corpi delle donne e della violenza di genere".

"Le strade sicure le fanno le donne che le attraversano", "Lega  Salvini e lascialo legato", sono stati alcuni dei messaggi che si sono letti sui cartelli imbracciati dalle donne. A "sfilare" anche le studentesse medie e universitarie.

Festa delle donne striscione comune

“La bandiera della Lega bruciata è un brutto segnale d’intolleranza politica che nulla ha a che vedere con le rivendicazioni femministe. Non è comunque con questi atti che potrà essere rallentato il nostro cammino rispetto alle riforme che ci chiedono gli italiani. Dalla Sicilia alle Alpi”, commenta Igor Gelarda, responsabile siciliano enti locali della Lega e capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale. Per Gelarda, “il rispetto per gli avversari politici è una cosa fondamentale. Alzare i toni con questi gesti violenti è controproducente sia per chi li compie, che per l'intera comunità nazionale. Mi auguro che nessuno pensi di ridurre quanto accaduto al rango di folclore - conclude l'esponente siciliano della Lega - perché invece si tratta di un gesto esecrabile da non sottovalutare”.

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