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VIDEO | Coronavirus, l'Sos dei wedding planner: "Per le istituzioni siamo invisibili"

I professionisti aderenti a Confcommercio Palermo lanciano l’iniziativa #iovivodelmiolavoro, una campagna di sensibilizzazione a sostegno di aziende e persone che lavorano nel settore di matrimoni ed eventi

 

L’associazione Wedding Planner Palermo aderente a Confcommercio Palermo lancia l’iniziativa #iovivodelmiolavoro, una campagna di sensibilizzazione a sostegno di aziende e persone che lavorano nel settore di matrimoni ed eventi. L'iniziativa è accompagnata da un video-denuncia.

Esponenti dell’industria del wedding, ripresi in silenzio, sul volto hanno una maschera anonima e mostrano un foglio su cui è trascritta la categoria di appartenenza e l’hashtag della campagna #iovivodelmiolavoro. Poi i protagonisti tolgono la maschera, indossando sempre la mascherina come dispositivo igienico sanitario, e mostrano un foglio dove è specificata la professione. Infine, tutti insieme pronunciano la frase: “Io vivo del mio lavoro”. Tutti i partecipanti indossano un bracciale di silicone con la scritta #iovivodelmiolavoro.

“Il Governo nazionale - dice la presidente dell’Associazione, Michela Cannatella - ha imposto un altro stop a tutta la filiera degli eventi. A migliaia di aziende e professionisti che operano nel comparto matrimoni ed eventi è stato chiesto, ancora una volta, di fare 'un sacrificio' in nome dell’emergenza sanitaria. La risposta degli operatori del settore è stata come sempre civile, diligente e responsabile. Purtroppo però le promesse di 'ristoro' del Governo sono state mantenute solo marginalmente. Il settore ha avuto perdite di fatturato enormi e, nonostante le continue richieste di aiuto al governo, l’attenzione nei nostri confronti è stata superficiale o inesistente”. 

“Oggi - prosegue Michela Cannatella - di fronte all’acuirsi dell’emergenza, un altro 'sacrificio' è richiesto alle stesse aziende e agli stessi professionisti che per mesi sono stati “invisibili” di fronte alle istituzioni che, evidentemente, ci ritengono ‘attività non indispensabili’. Non possiamo non essere critici: rappresentiamo lavoratori, aziende e famiglie il cui futuro è messo fortemente a rischio”. 

“Con la realizzazione di un video di denuncia - conclude - vogliamo mostrare i nostri 'volti invisibili' alle istituzioni, nazionali e regionali che sono rimaste sorde alle richieste di aiuto; quante professionalità, quanti lavoratori, quante aziende confluiscono nella realizzazione di un evento. Il nostro è un appello affinché si capisca che il mondo degli eventi vive di questo lavoro che va tutelato e sostenuto con aiuti concreti e tangibili. Noi viviamo del nostro lavoro. Chiediamo aiuti economici sostanziali e un sostegno concreto per superare la crisi e non essere costretti a chiudere le nostre attività. 


 
 

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