Mercoledì, 4 Agosto 2021

Burocrazia, Confartigianato lancia l'allarme: "Al Sud pesa il 50% in più rispetto al Nord" | VIDEO

Dati non confortanti quelli presentati al Teatro Santa Cecilia nel corso della Convention del Mezzogiorno. Tra i gap, i tempi della giustizia civile e le code negli uffici pubblici. Lanciati anche i "Percorsi accoglienti" in sinergia con "Le Vie dei Tesori"

La pressione della burocrazia schiaccia il Mezzogiorno con un’intensità doppia, pari al 48,2% in più, rispetto al Centro Nord. E’ la denuncia che arriva da Confartigianato nel corso della Convention del Mezzogiorno organizzata il 4 e 5 ottobre a Palermo e presentata oggi al Teatro Santa Cecilia. In un rapporto la confederazione rileva i record negativi del Sud che comprimono le potenzialità delle piccole imprese. “Cittadini e imprenditori meridionali – sottolinea il presidente di Confartigianato Giorgio Merletti - soffrono condizioni di pesante ritardo e di inefficienza su tanti fronti a dimostrazione che le politiche per il Sud e nel Sud attuate finora hanno fallito. Bisogna cambiare rotta. Serve un grande piano per colmare i tanti gap che separano il Mezzogiorno dal resto d’Italia e per valorizzare ciò che funziona, a cominciare dalle piccole imprese”.

I gap del Mezzogiorno riguardano 10 indicatori: tempi della giustizia civile e tributaria, tempi di pagamento della PA, lunghezza delle code negli uffici pubblici, pratiche on line gestite dai Comuni, durata delle opere pubbliche, corruzione, qualità di governo, assenteismo per malattia dei dipendenti pubblici e creazione di valore delle società partecipate dagli enti territoriali. Nel Mezzogiorno occorrono 1.734 giorni per completare un procedimento di giustizia civile, 452 giorni in più rispetto al Centro-Nord. E bisogna attendere 1.822 giorni per concludere un contenzioso tributario, vale a dire 701 giorni in più rispetto al resto d’Italia.

Le attese sono più lunghe anche per gli imprenditori fornitori di beni e servizi alla Pubblica amministrazione: per essere pagati devono aspettare 17 giorni in più rispetto ai loro colleghi del Centro Nord. Tempi superiori di 9,4 punti percentuali rispetto al resto d'Italia anche per ottenere un servizio agli sportelli degli uffici pubblici. Colpa anche del più basso livello di informatizzazione, visto che la quota di pratiche gestite interamente on line dai Comuni meridionali è del 2% a fronte del 3,6% nei Comuni dell’Italia Centro-settentrionale. E le assenze per malattia dei dipendenti pubblici nel Meridione superano dell’11,9% quelle registrate nel resto del Paese. Quanto alle opere pubbliche, i tempi di completamento nel Sud si attestano a 5 anni, vale a dire circa 7 mesi in più rispetto al Centro Nord. Sul fronte dei fenomeni di corruzione la quota delle famiglie meridionali che dichiarano di averli vissuti supera di 1,5 punti percentuali quella del resto del Paese. Peggiore di 0,65 punti anche il giudizio sulla qualità di governo assegnato dai cittadini alle amministrazioni del Sud. E la creazione di valore delle società partecipate degli enti territoriali si attesta a -55,1% a fronte del +147,2% del Centro-Nord.

A livello regionale, il più alto valore dell’Indice Confartigianato della burocrazia è l’802,6 della Sicilia, seguito dal 786,5 della Calabria, dal 725,4 della Campania, dal 678,1 della Basilicata, dal 673,9 della Puglia e dal 673,3 della Sardegna. Ma a pesare sulle piccole imprese del Sud è anche il costo del denaro: i tassi di interesse per prestiti a breve termine si attestano all’8,21% rispetto al 6,50% applicato nel Centro-Nord e al 5,16% previsto per le imprese meridionali medio-grandi. Nel corso della convention, è stato presentato anche il progetto di Confartigianato per rilanciare lo sviluppo facendo leva sul "bello e ben fatto" in Italia. Con "Percorsi accoglienti" e "Botteghe accoglienti", gli artigiani e le piccole imprese saranno protagonisti di itinerari che, a iniziare dal Sud, valorizzeranno le risorse culturali, turistiche ed economiche di tutti i territori del Paese, attraverso dei tour in collaborazione con Le Vie dei Tesori.

Che le piccole imprese siano un patrimonio su cui puntare per una nuova stagione di sviluppo del Sud lo evidenzia il Rapporto di Confartigianato presentato alla Convention. Le Regioni meridionali contano 1.227.312 artigiani e piccole imprese (il 99,7% del totale delle imprese del Mezzogiorno) che danno lavoro a 2.816.754 (l’80,7% degli occupati delle imprese) e che, tra il 2014 e il 2016, hanno fatto registrare un aumento del 4,4% degli addetti a fronte del +1,2% del Centro Nord. L’occupazione delle piccole imprese fino a 15 addetti tiene anche nel primo semestre 2018 con un miglioramento del saldo tra assunzioni e cessazioni di 2.378 lavoratori rispetto a un peggioramento di 33.420 occupati nelle imprese di maggiore dimensione.

Sul fronte del commercio estero le piccole imprese meridionali recuperano rispetto al resto d’Italia: nel primo semestre 2018 la crescita delle loro esportazioni fa segnare un 4,6%, meglio del +2,7% del Centro Nord. La vitalità imprenditoriale del Sud si è espressa nel 2017 con la nascita di 66 aziende artigiane al giorno. E gran parte dell’artigianato meridionale (che conta 326.143 imprese con 573.609 addetti) è impegnato proprio nei settori del turismo (63.165 imprese), dell’economia circolare (138.645 imprese) e della manutenzione e conservazione di opere pubbliche e beni culturali (71.194 imprese). Imprese e settori sui quali punta il progetto di Confartigianato per valorizzare la grande bellezza del Mezzogiorno che vanta 17 siti patrimonio mondiale Unesco (il 31,5% del totale nazionale), 1.255 musei e istituti culturali, 115 prodotti alimentari tutelati da marchi Dop, Igp e Stg, quasi 83 milioni di presenze turistiche nel 2017.

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