Mamma in viaggio per sperare: "La mia bimba ha 2 malattie rare, via da Palermo per le cure" | VIDEO

Cira Maniscalco, 35 anni, da tre anni e mezzo è costretta a fare la spola tra Genova e Firenze e ha già speso più di 20 mila euro perché in Sicilia non esiste un reparto di Neurochirurgia pediatrica.

Una situazione paradossale che costringe la sua famiglia, così come tante altre, a prendere un aereo per raggiungere i centri dotati delle apparecchiature necessarie e adeguate all'età pediatrica. In particolare, la piccola è affetta da due malattie rare: glioma nasale congenito infantile (terzo caso in tutta Italia) e la sindrome di Arnold-Chiari e siringomielia (nota in passato come malattia di Morvan), una patologia che colpisce il sistema muscolo scheletrico.

In poco più di tre anni Cira Maniscalco e suo marito hanno speso più di 20 mila euro per affrontare dei veri e propri viaggi della speranza che oggi, ormai alle strette, non sono più in grado di sostenere. La piccola è ancora oggi in cura la Meyer di Firenze, dal quale proprio qualche mese fa sarebbe arrivato un importante neurochirurgo pediatrico che dal settembre scorso svolgerebbe le sue attività all'Ospedale dei Bambini. Qui, però, mancherebbero le attrezzature necessarie per operare a pieno regime.

"Esistono ottimi medici - dice - ma che non sono nelle condizioni di poter lavorare bene, dal momento in cui il reparto non si apre. Voglio fare un appello a tutte le famiglie, uniamoci e lottiamo insieme perché più siamo e più riusciamo a ottenere i nostri diritti".

Questa giovane mamma - diventata referente area Salute del movimento "Cittadini in rete" guidato dall'amministratore unico di Palermo Energia, Antonio Tomaselli - si è fatta già portavoce di numerose proteste anche davanti a Palazzo D'Orleans. A dare una risposta alla signora Maniscalco, è l'assessore regionale alla Salute, Ruggero Razza: "Ne ho parlato con il commissario del Civico - spiega - cui ho chiesto una relazione dettagliata. La pianificazione e l'autonomia delle aziende sono principi previsti dalla legge. Ritengo che entro il mese avremo qualche indicazione dal nosocomio".

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