Centro studi Borsellino, la nuova sede nei luoghi della latitanza di Riina: "Punto di incontro per tutti" | VIDEO

L'inaugurazione della "Casa della memoria operante" si è tenuta in via Bernini 52, alla presenza di Rita e Salvatore Borsellino, Nando Dalla Chiesa e il sindaco Orlando.

Un momento di memoria e di sorrisi, cui hanno preso parte anche numerosi parenti e amici di Paolo. La nuova sede del centro studi ha aperto i battenti questa mattina nei luoghi in cui Totò Riina trascorse 24 anni di latitanza. Si tratta di un bene confiscato alla mafia, e in particolare ai fratelli Sansone, i costruttori che coprivano il capo dei capi e Provenzano. Qui trovavano già spazio la sede dell'Ordine die giornalisti e la caserma dei carabinieri-Uditore. 

Ad accogliere simbolicamente i presenti all'ingresso della casa, cinque sagome raffiguranti il giudice ucciso in via D’Amelio il 19 luglio 1992 e gli agenti della sua scorta (Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi, Claudio Traina e Vincenzo Fabio Li Muli). "La memoria ha avuto un ruolo importantissimo in questa città - ha detto Rita Borsellino, presidente del centro studi - è una memoria che non guarda indietro, ma che affondando le radici nel passato, elabora e progetta, e lo fa attraverso i più giovani, i custodi più fedeli. Qui troveranno casa, accoglienza e potranno esprimersi al meglio".

Un vero punto di incontro in cui chiunque vorrà potrà discutere e documentarsi sulla vita di Borsellino, grazie a una ricca biblioteca. A prender parte all'inaugurazione anche Vincenzo Agostino, padre del'agente scelto Antonino ucciso nell'agosto '89, l'assessore alla Cittadinanza sociale, Giuseppe Mattina, il consigliere Francesco Bertolino e il presidente della V circoscrizione, Fabio Teresi. Durante la cerimonia sono stati eseguiti canti, balli e letture all’aperto a cura dei "Picciotti della Lapa Teatro Ditirammu" e della "Bibliolapa del Centro Studi Paolo Borsellino".

"Questo spazio, che un tempo era un buco nero in una città buia e oppressa dalla mafia - ha dichiarato il primo cittadino - oggi è diventato un luogo radioso dove regnano la legalità e la vita grazie alla presenza della caserma dei carabinieri, dell'Ordine dei giornalisti e, adesso, di questa casa comune, che accoglierà il Centro Paolo Borsellino, ma non solo. D'intesa con la circoscrizione, infatti, vuole essere un punto di incontro per tutte quelle associazioni che condividono la visione di amore e di impegno per questa città".

"E' importante - ha detto il fratello del giudice Paolo - che questa apertura avvenga proprio in questo posto dove Riina viveva la sua latitanza, tutt'altro che con ricotta e cicoria. Io non avevo mai visto a Palermo un posto così ricco. Questo, a poche settimane dalla morte di Riina, se lo Stato e i cittadini lo vogliono, a prevalere è sempre la legalità. Ancora, però, la strada da percorrere è lunga perché a 25 anni di distanza non c'è né verità né giustizia".

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