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Da bene confiscato a sartoria sociale, Don Ciotti: "Questo è il sogno di Pio La Torre" | VIDEO

Ago, filo e buona volontà. E' stata inaugurata in via Alfredo Casella l'impresa che riunisce sarti e stilisti di varie etnie e condizioni sociali.

 

La cerimonia si è tenuta alla presenza del presidente nazionale di Libera, Don Luigi Ciotti. Vi lavoreranno insieme persone giovani e meno giovani, italiani e stranieri, in difficoltà umane, relazionali, occupazionali o esistenziali, impegnati nel recycling e upcycling di abbigliamento usato. Alcuni prodotti saranno confezionati dalle detenute del Pagliarelli.

Il bene, affidato dal Comune, apparteneva al mafioso Antonino Buscemi e la sua riqualificazione è stata sostenuta da Fondazione Vismara, Carta Etica Unicredit, Ikea, Leroy Merlin e tanti cittadini, operatori e volontari. La Cooperativa fa parte della rete di Addiopizzo e di Libera. I prodotti sono disponibili nella sede della Sartoria Sociale, sul sito, sulla pagina Facebook e ne La bottega di Libera Palermo.

"Questo - ha detto Don Ciotti -  è il sogno di Pio La Torre. Il processo di liberazione ancora oggi non è terminato. Chi è povero, chi non ha lavoro non è libero. Penso anche alle donne che vengono sfruttate. E' necessario un cambiamento, una nuova resistenza. Lo chiediamo alla politica ma ognuno di noi ha la responsabilità di fare la propria parte, perché se c'è una malattia terribile da combattere nel nostro Paese è la delega". 

“Un segnale positivo – ha dichiarato il sindaco Leoluca Orlando, che ha preso parte all'inaugurazione - che ha anche un valore simbolico straordinariamente importante ed è la conferma del cambiamento della città che un tempo era la capitale della mafia ed oggi è, a pieno titolo, capitale della cultura, non solo artistica, ma anche di vita, legalità, solidarietà, accoglienza. L’utilizzo di  questo bene confiscato alla mafia che l’amministrazione comunale ha affidato a questa cooperativa sociale testimonia di un cammino ormai irreversibile: indietro non si torna". 

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