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Luca Pio

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Iscritto lunedì, 22 luglio 2019

Lettera di un giovane palermitano a Conte: "Presidente, sospenda il decreto per Pasqua o il 1° maggio"

"Inizialmente non volevo lasciare nessun commento sotto questa lettera, poi ho visto che vengono tirati in ballo i giovani, quei giovani universitari, come me e che come la maggior parte degli italiani, sono rimasti a casa nelle ultime 3 settimane PER IL BENE DI TUTTI e NON per il volere ARBITRARIO di qualcuno, NON perché un giorno, il presidente del Consiglio, s'è svegliato male e ha deciso di limitare le libertà personali di tutti: no, non è così. Non è successo questo, non stiamo a casa per il volere di un dittatore, come mi pare di capire leggendo questa lettera, in cui si chiede qualche giorno di spensieratezza. STIAMO A CASA PER IL BENE DI TUTTI, anche per il bene dell'autore di questa lettera. Hai capito bene, io sono rimasto a casa anche per tutelare la tua salute, la salute dei tuoi genitori, nonni, fratelli, sorelle, amici, che potrebbero venire a mancare per festeggiare la pasqua. Pensi ne valga la pena barattare la tua vita o la vita di qualche tuo caro per festeggiare la pasqua del 2020?

Poi, come già scritto, in questa lettera vengono tirati in ballo i giovani e nel peggiore dei modi. Come se noi giovani fossimo INCAPACI di capire quando sia il momento di pensare ai DIRITTI e quando ai DOVERI.

A chi mi sta leggendo voglio dire che ho 21 anni e che io, insieme a moltissimi altri miei coetanei, ho capito che questo è il momento in cui bisogna pensare ai DOVERI. Ai diritti penseremo quando ne saremo usciti da questa storia e vorrei aggiungere che questa lettera NON MI RAPPRESENTA, e ci metto anche la mano sul fuoco che non rappresenta neppure la mia generazione, per cui vi prego, non fatevi delle idee sbagliate.

E non vorrò neanche spiegare alle generazioni future che milioni di italiani sono morti perché volevano festeggiare la pasqua e il 1° maggio, e che mentre in tutto il paese delle persone innocenti morivano per questo virus, e altre morivano di fame a causa della crisi economia, "noi giovani" stavamo a festeggiare."

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Lettera di un giovane palermitano a Conte: "Presidente, sospenda il decreto per Pasqua o il 1° maggio"

"Inizialmente non volevo lasciare nessun commento sotto questa lettera, poi ho visto che vengono tirati in ballo i giovani, quei giovani universitari, come me e che come la maggior parte degli italiani, sono rimasti a casa nelle ultime 3 settimane PER IL BENE DI TUTTI e NON per il volere ARBITRARIO di qualcuno, NON perché un giorno, il presidente del Consiglio, s'è svegliato male e ha deciso di limitare le libertà personali di tutti: no, non è così. Non è successo questo, non stiamo a casa per il volere di un dittatore, come mi pare di capire leggendo questa lettera, in cui si chiede qualche giorno di spensieratezza. STIAMO A CASA PER IL BENE DI TUTTI, anche per il bene dell'autore di questa lettera. Hai capito bene, io sono rimasto a casa anche per tutelare la tua salute, la salute dei tuoi genitori, nonni, fratelli, sorelle, amici, che potrebbero venire a mancare per festeggiare la pasqua. Pensi ne valga la pena barattare la tua vita o la vita di qualche tuo caro per festeggiare la pasqua del 2020?

Poi, come già scritto, in questa lettera vengono tirati in ballo i giovani e nel peggiore dei modi. Come se noi giovani fossimo INCAPACI di capire quando sia il momento di pensare ai DIRITTI e quando ai DOVERI.

A chi mi sta leggendo voglio dire che ho 21 anni e che io, insieme a moltissimi altri miei coetanei, ho capito che questo è il momento in cui bisogna pensare ai DOVERI. Ai diritti penseremo quando ne saremo usciti da questa storia e vorrei aggiungere che questa lettera NON MI RAPPRESENTA, e ci metto anche la mano sul fuoco che non rappresenta neppure la mia generazione, per cui vi prego, non fatevi delle idee sbagliate.

E non vorrò neanche spiegare alle generazioni future che milioni di italiani sono morti perché volevano festeggiare la pasqua e il 1° maggio, e che mentre in tutto il paese delle persone innocenti morivano per questo virus, e altre morivano di fame a causa della crisi economia, "noi giovani" stavamo a festeggiare."

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