"Caro Zamparini, io ti difendo: grazie per avere fatto sognare i palermitani"

Un tifoso scrive a PalermoToday. Una lettera indirizzata in realtà al presidente. E sono parole al miele per il "vecchio" patron friulano: "Tutti ti attaccano ma la gente ha la memoria corta..."

Maurizio Zamparini

Riceviamo e pubblichiamo una lettera di un tifoso del Palermo che - in controtendenza rispetto allo zoccolo duro dei supporter rosanero - difende Maurizio Zamparini, tornato adesso a tutti gli effetti presidente del Palermo dopo che il closing è tramontato e Paul Baccaglini ha rassegnato le dimissioni.

Caro Maurizio Zamparini, la gente si sa, ha memoria molto corta. Chi è nato come me negli anni 70 ha seguito con grande sofferenza le sorti altalenanti che negli anni ha attraversato il Palermo calcio. Correva l'anno 1978 quando per la prima volta il mio amico Armando mi portò in curva nord allo stadio "La Favorita" trasmettendomi la sua immensa passione che lo legava ai colori cittadini. Ricordo perfettamente le sensazioni di quel pareggio che la squadra di Vito Chimenti ottenne con il Pescara (1-1) , l'odore acre dei fumogeni, i cori dell'intera curva Nord (allora unica ad ospitare le tifoserie organizzate), l'esplosione di gioia per il gol del vantaggio del Palermo e lo stadio ammutolito dal gol del pareggio del Pescara.

Da allora, per quasi 30 anni, sono seguiti  numerosi campionati di serie B spesso anonimi (fatta eccezione forse per la sola stagione 1981-1982 disputata dalla squadra di Gianni De Rosa e Giampaolo Montesano), l'onta della radiazione seguita dagli alterni campionati di serie C e serie B che hanno caratterizzato la storia della Società a cavallo degli anni '80 e '90.

Come dimenticare l'interminabile anno vissuto dalla città senza calcio, lo strazio delle partite casalinghe giocate a Trapani, i play out di C persi con la Battipagliese, le tribolate vicende societarie e la quasi totale assenza del "bel gioco".

Oltre Chimenti, De Rosa e Montesano, gli unici giocatori di quell'epoca, precedente gli anni 2000, che hanno lasciato un ricordo nella mia memoria sono stati il grande Paletta (soprannome dell'indimenticabile portierone rosa-nero Franco Paleari), "Beppe" Iachini con la sua inesauribile grinta e Tanino Vasari (uno di noi ...). Non me ne vogliano tutti gli altri ma, se non li ricordo, ci sarà pure un perché.

Poi nel 2002 sei arrivato tu, caro Maurizio, e da subito a Palermo, dal punto di vista calcistico, si è respirata un'aria diversa. Finalmente l'obiettivo "vero" della squadra diventava la Serie A (un sogno per tante generazioni di palermitani che per motivi anagrafici non hanno vissuto l'era del Presidente Renzo Barbera).

Il Palermo, giorno 29 maggio del 2004, dopo un calvario durato più di 30 anni, centra la promozione e a Palermo, prima allo stadio e poi in tutta la città, si scatena un'irrefrenabile festa durata tutta la notte, paragonabile (forse anche più grande) a quella vissuta nel 1982 per il mondialone vinto dalla nazionale italiana in Spagna. Quella per me è stata una notte galeotta dato che tra i festeggiamenti ed i fiumi di birra ho conosciuto Elisa poi diventata la mia compagna e la mamma delle mie splendide figlie (ma questa è un'altra storia ...).

Dal 2004 ad oggi è storia recente ed è sicuramente la più bella storia calcistica mai vissuta dalla città anche se, così sembra, tutti se ne sono già dimenticati.

Le 9 stagioni consecutive in Serie A (record, miglior piazzamento e maggior numero di punti ottenuti di sempre), la partecipazione alle Coppe Europee (prima volta per la squadra), la finale di Coppa Italia disputata contro l'Inter a Roma (un sogno che il popolo rosanero non accarezzava dal 1979). Che dire poi delle magie viste in campo dei vari giocatori di altissimo livello che, grazie a te, hanno "accarezzato" l'erba dello stadio cittadino. Lamberto Zauli, Luca Toni, Eugenio Corini, Fabio Grosso, Federico Balzaretti, Amauri, Fabrizio Miccoli, Javier Pastore, Edinson Cavani, Abel Hernandez,  ... e tanti altri.

Caro Maurizio, in questo triste momento in cui tutti ti danno addosso io voglio esprimerti la mia più sincera gratitudine per i momenti di bel calcio che ci hai fatto vivere. Grazie, grazie ed ancora grazie.

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Un abbraccio,
Alessandro Nuccio

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