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Zamparini: "Frosinone? Arbitro amico di famiglia, miei avvocati al lavoro"

Lo sfogo del patron del Palermo: "Giocatori aggrediti prima e dopo la partita, danno da 50 milioni che qualcuno dovrà pagare. Partita organizzata come intimidazione, è stato illegale"

Polizia in campo dopo Frosinone-Palermo- foto Claudio Pasquazi

Non ha sbollito la rabbia e anzi rincara la dose. Maurizio Zamparini, a tre giorni di distanza dalla sconfitta di Frosinone che è costata la A al suo Palermo, attacca ancora l'arbitro e il club ciociaro. "I nostri giocatori sono stati aggrediti prima, durante e dopo la partita", ha tuonato il patron a Rmc Sport durante la trasmissione "Maracanà".

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Zamparini è tornato sugli episodi che hanno caratterizzato il match di sabato: "E' stato uno spettacolo indecoroso - si è sfogato il patron in radio -. Una partita diretta da un incapace e che oggi abbiamo scoperto essere un amico di famiglia. I miei avvocati sono al lavoro. Un fatto come questo mi provoca un danno di 50 milioni e qualcuno dovrà pagarlo. E' assurdo avere un arbitro del genere che già aveva diretto un Frosinone-Palermo, annullandoci un gol senza motivo. Noi non possiamo dare un'immagine del genere. Gli italiani non sono quelli visti in campo sabato".

"E' stata una partita organizzata come intimidazione", ha aggiunto Zamparini. Che poi ha concluso: "Quanto visto è qualcosa di aberrante e profondamente illegale. Spero che la giustizia sportiva ci metta le mani su questa vicenda. Mi aspetto giustizia, perché in questo Paese ci sono anche uomini giusti".

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