Palermo, Zamparini si dimette anche da consigliere delegato

Il patron esce dal cda, al suo posto nominato avvocato Andrea Bettini. A lui "l'incarico legale di seguire la cessione delle quote azionarie ai futuri acquirenti". Vicenda fallimento: la Procura non ricorrerà in appello

Maurizio Zamparini - foto Ansa

Ancora dimissioni per Maurizio Zamparini, che questa volta ha deciso di lasciare la poltrona di consigliere delegato. Lo ha comunicato la società di viale del Fante attraverso una nota. "La società - si legge - comunica che l'assemblea dei soci, in data odierna, ha deliberato la nomina dell'avvocato Andrea Bettini quale nuovo componente del Consiglio di Amministrazione. In pari data il Patron Maurizio Zamparini ha presentato le proprie dimissioni da consigliere delegato che sono state accettate dall'assemblea". 

Il consiglio ha conferito al presidente Giovanni Giammarva le deleghe di ordinaria amministrazione della società. "Comunichiamo altresì - conclude la nota - che la proprietà ha conferito ad Andrea Bettini l'incarico legale di seguire la cessione delle quote azionarie ai futuri acquirenti".

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Intanto è arrivata la notizia che la Procura non farà appello sulla decisione del tribunale di rigettare l'istanza di Fallimento. "Non ci è pervenuta nessuna comunicazione di un eventuale ricorso da parte della Procura, quindi è lecito pensare - essendo passati più di 30 giorni dalla sentenza - che i pm abbiano rinunciato a ricorrere in appello". Questo quanto detto dall'avvocato del Palermo Calcio, Francesco Pantaleone.

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Vinta la partita fallimentare, per il patron del Palermo rimane da giocare quella in sede penale. Dove l’imprenditore friulano, suo figlio e altre sei persone sono indagati dai sostituti procuratori Francesca Dessì, Andrea Fusco e Dario Scaletta per appropriazione indebita, riciclaggio, impiego di proventi di provenienza illecita, autoriciclaggio, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte e falso in bilancio aggravato dalla transnazionalità. Una sfida decisiva, che rischia però di avere ripercussioni sul club. Le dimissioni da consigliere potrebbero anche essere viste nell'ottica di minimizzare l'impatto sulla società di un'eventuale azione penale.

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