Arriva Zamparini: "Vendo il Palermo, la cordata americana è la pista più sicura"

Il presidente sfoglia la margherita e fa il punto sul futuro del club: "Da Follieri voglio garanzie, finora ha depositato soltanto un foglio di carta, come Baccaglini. Ponte? Sta facendo un programma di gestione della società"

Maurizio Zamparini

Blitz di Zamparini in città che in giornata ha parlato con Foschi, ma anche con l’ormai ex presidente Giammarva che oggi è stato allo stadio per salutarsi senza troppo rammarico con l’imprenditore friulano. Tanti i temi trattati, dalla cessione societaria, alla nuova nomina di presidente della fedelissima Daniela De Angeli, fino ad arrivare a parlare della prossima squadra che sarà chiamata ad affrontare il prossimo campionato di B. “Vendere? Sì, ma prima voglio le garanzie”. 

Follieri, Ponte e una presunta cordata americana. L’interesse c’è, tre profili differenti interessati – sulla carta – al Palermo. Dalle parole però bisogna anche e soprattutto passare ai fatti. Fatti che spaventano non poco Zamparini, dopo essersi scottato con Baccaglini. “Antonio Ponte – confessa - lavorerà con me qualora le altre due cordate si dovessero rilevare inefficaci. Ponte in realtà è un collaboratore finanziario che vedo tutte le settimane e sta facendo un programma di gestione della società. Follieri invece deve ancora portare garanzie. Al momento – continua - ha depositato soltanto un foglio di carta, come Baccaglini tanto per intenderci. Aspettiamo, studiamo la situazione e vedremo. La cordata americana al momento è la più quotata, parliamo di una trattativa che purtroppo si è un po’ rallentata per via delle ferie. A mio avviso però è la più sicura. Ho discusso con un rappresentante di alto livello americano, braccio destro di diversi imprenditori americani molto importanti, che per quattro anni è stato anche il braccio destro dell’emiro del Kuwait è stato ospite mio a Firenze. Sta lavorando con entusiasmo per cercare di portare investitori che facciano di Palermo un progetto a cinque anni, con stadio e centro sportivo. Quello che chiedo al momento è che chi vuole realmente entrare nella società dovrà mettere dentro dei soldi. Se io valuto il club 30 milioni, loro versando la cifra richiesta entrerebbero al 50%. Se in questo momento invece entrasse qualcuno con 20 o 15 milioni andrebbe bene lo stesso. Anche in quel caso troveremmo una soluzione. L’importante è che mi portino dei programmi futuri per il club”.

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E sulla nomina di Daniela De Angeli come nuovo presidente del club, il patron Zamparini ha detto che “la De Angeli non è il nuovo presidente. In un Cda, quando il vecchio presidente (in questo caso Giammarva) dà le dimissioni bisogna trovare una gestione provvisoria. Daniela De Angeli farà il presidente del consiglio d’amministrazione e non quello del Palermo Calcio. In pratica – chiarisce - gestirà la parte amministrativa della società. Comunque – promette – lo sarà ancora per poco, in attesa di un nuovo presidente. La nuova proprietà, giustamente, potrebbe anche voler mettere un profilo diverso sulla poltrona più alta del club. E' inutile che nomino qualcuno per poi magari fra due settimane cambiare di nuovo per via di eventuali sviluppi sulla cessione del club”.

Futuro societario che dunque continua a destare qualche perplessità. Perplessità che continuano a esserci anche sul fronte calciomercato: “Qualcuno potrà ancora partire”. Parola di Zamparini. “Cercheremo di accontentare qualche richiesta, ma per far si che tutto questo possa concretizzarsi dovranno pur esserci dei club realmente interessati ai giocatori. Se la squadra dovesse restare quella di oggi invece allora penso che potremmo davvero avere ottime chance per fare un gran campionato. Tedino – continua – fondamentalmente ha in mano la stessa squadra della scorsa stagione: è andato Coronado ed è arrivato Falletti, abbiamo ceduto La Gumina e abbiamo preso Puscas. In difesa poi, penso che siamo davvero competitivi, Rajkovic, Bellusci e Struna sono una garanzia. La migliore retroguardia della Serie B”.

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Il più grande rimpianto di Zamparini per la passata stagione si chiama Rino Foschi. “Avessimo avuto lui penso che le cose sarebbero andate diversamente. Ormai ci lega un rapporto fraterno, più di un’amicizia. Foschi è un po’ preoccupato per via delle mancate cessioni, ma io so che lui è il migliore, quindi non ho alcun rammarico. Per non riuscirsi Foschi allora la situazione era davvero complicata.  Questo pomeriggio parlerò con la squadra e dirò loro una cosa: i principali responsabili della mancata retrocessione sono proprio i giocatori. Con quel gruppo dovevamo e potevamo fare decisamente meglio. A Tedino invece dirò che dovrà continuare a lavorare duramente, se l’ho richiamato è perché ha la mia fiducia. Quest’anno poi avrà al suo fianco Foschi”.  

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