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Palermo, quanto vali? Il closing adesso è appeso a un filo

Dopo quattro mesi di trattative rischia di saltare tutto. Nell'accordo fatto a febbraio la cifra pattuita per l'acquisizione della società avrebbe dovuto essere rivista al ribasso in caso di retrocessione. Altro nodo la presenza di Zamparini nel cda

E' appesa a un filo sottile la trattativa fra Zamparini e Baccaglini. Il comunicato di sabato da parte dell’imprenditore friulano aveva già fatto presagire segnali precisipoche ore dopo l’addio di Dario Baccin - da ieri ufficialmente ex dirigente rosanero – ha fatto suonare l'ennesimo campanello d'allarme. Il tutto condito dal fatto che nelle trattative per il nuovo ds e per l'allenatore a tirare le fila ci sia sempre l'imprenditore friulano. E da quello che filtra sarebbe un ulteriore indizio che qualcosa stavolta si è definitivamente rotto.

Zamparini, secondo alcune indiscrezioni, non avrebbe rivisto la cifra pattuita in caso di retrocessione, chiedendo così a Baccaglini l’intera somma iniziale per poter diventare proprietario al 100% del club rosanero (intorno ai 70 milioni di euro). Una mossa che avrebbe fatto fare un passo indietro al manager italo-americano, a questo punto sempre più deciso a tirarsi indietro. Altro nodo è la presenza di Zamparini nel Cda. Sempre secondo l'accordo sottoscritto pare che il patron friulano in caso di retrocessione non avrebbe dovuto far parte del consiglio

E pensare che tre mesi fa nulla e nessuno avrebbe mai pensato che Baccaglini e Zamparini, seduti l’uno accanto all’altro nel giorno dell’attesissima conferenza stampa di presentazione, avrebbero potuto prolungare la trattiva per così tanto tempo. Gli accordi, infatti, fra una visita a Ballarò e al teatro Massimo erano già stati presi da tempo. A febbraio i due protagonisti della vicenda avevano già firmato un pre-contratto, dove era stata pattuita una cifra per il passaggio di proprietà del Palermo. 

Poi però qualcosa deve essere andato storto. Si dice che ad allungare i tempi sia stata proprio la clausola in caso di retrocessione. Da una parte Zamparini che si sarebbe rifiutato di modificare la cifra inizialmente concordata. Dall'altra Baccaglini, che forte di un accordo iniziale, punterebbe a far leva sul famigerato "Piano B", valevole proprio in virtù della retrocessione del Palermo. Che - secondo i piani dell'ex Iena - adesso vale meno rispetto allo scorso febbraio. Quando Zamparini e Baccaglini hanno scritto la prima pagina di un romanzo infinito chiamato closing. La sensazione a questo punto è che - a meno di accordi last minute - il romanzo non avrà il lieto fine. 

ZAMPARINI INDAGATO - Nelle casse del Palermo Calcio non ci sarebbe un buco di decine di milioni di euro, ma solo un debito con il fisco pari a 1,8 milioni - già rateizzato dall'Agenzia delle entrate - per il mancato versamento dell'Iva. Il proprietario ed ex presidente della società, Maurizio Zamparini, è indagato per il reato previsto dall'art. 10 del decreto legislativo 74 del 2000. Il reato si estinguerà quando il pagamento sarà concluso. Dal fascicolo sul mancato versamento Iva nel 2014 e 2015 sarebbe nata l'indagine conoscitiva della Procura sui conti del Palermo. Indagine subito chiusa, dice all'Ansa il legale del Palermo Enrico Sanseverino, quando è stata consegnata la certificazione sulla rateizzazione del pagamento.

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