Sport Resuttana-San Lorenzo / Viale del Fante

Con Tinak Mo è entrato nella storia del trotto: "L'ippodromo sia intitolato a Biagio Lo Verde"

La proposta del deputato regionale Edy Tamajo alla vigilia della riapertura de "La Favorita": "Spero che il Consiglio possa condividere la mia idea approvando una mozione, sarebbe un auspicio di integralità e moralità". Biagio-story: da uomo di scuderia all'olimpo dell'ippica

Biagio Lo Verde con la sua caratteristica giubba a scacchi bianca e arancione

In sulky a Tinak Mo ha vinto il Derby, la corsa più importante per i giovani cavalli del trotto italiano. Con Brandy dei Fiori, Arkansas Om e Begun degli Ulivi si è aggiudicato altri gran premi prestigiosi. Biagio Lo Verde, morto il 12 giugno 2016 all'età di 55 anni per un male incurabile, è stato l'ultimo grande driver palermitano prima della chiusura dell'ippodromo. Nel suo curriculum oltre 13.500 corse, con più di 2.700 vittorie. Per lo più sulla pista de "La Favorita".

Nel tempio palermitano dell'ippica - chiuso da quasi tre anni in seguito all'interdittiva antimafia che ha colpito la Ires, l'ex società di gestione dell'impianto di viale del Fante - Lo Verde ha fatto la storia di questo sport. A lui, secondo il deputato regionale Edy Tamajo, "spetta di diritto l'intitolazione del nuovo ippodromo", che riaprirà i battenti il 22 maggio prossimo sotto la gestione della Sipet.

"Ho chiesto ai miei colleghi di partito (Italia Viva, ndr) eletti al Consiglio comunale, di presentare una mozione a Sala delle Lapidi per intitolare l'ippodromo a Lo Verde", dice Tamajo. "Spero vivamente che Palazzo delle Aquile - prosegue - possa condividere la mia idea, la quale vuole essere auspicio di integralità e moralità sia per la nuova apertura dell’impianto ippico sia per tutta Palermo".

"Il driver - ricorda il deputato regionale - si è rifiutato di truccare le corse e con lui i boss della mafia hanno usato le maniere forti". La vicenda richiamata è stata raccontata qualche anno fa dal pentito Vito Galatolo, ex mafioso dell'Acquasanta, che ha definito Lo Verde "incorruttibile"e per questo "prendeva legnate dalla mattina alla sera". Accusato di aver dopato alcuni cavalli, ha subito l'onta dell'arresto, ma alla fine ne è uscito pulito. Assolto. Nessun doping. 

Il guidatore palermitano, cresciuto all'inizio degli anni '80 a Torino alla corte di Giuseppe Guzzinati (uno dei grandi dell'ippica italiana), ha mosso i primi passi come artiere e uomo di scuderia, imparando le migliori tecniche di allenamento. Una volta tornato in Sicilia è stato allievo di Renzo Leoni, altro nome storico del trotto. Nel '90 Biagio Lo Verde era già il numero uno della classifica siciliana dei driver e da lì la sua sua carriera è stata un crescendo, culminato nel 1996 con il successo nel Derby del trotto in sediolo a Tinak Mo.

Di vittorie, Lo Verde ne ha inanellate una dietro l'altra. Con la sua caratteristica giubba a scacchi bianca e arancione ha tagliato il traguardo migliaia di volte e con cavalli diversi. Quando all'imbocco dell'ultima piegata si affacciava davanti alle tribune, l'immancabile urlo dei tifosi - "Andiamo Biagio!" - lo accompagnava in retta d'arrivo. Era quella spinta in più per mettere la testa del suo cavallo davanti agli altri. Chissà se adesso, o a breve, il suo nome possa di nuovo campeggiare nell'ippodromo che lo ha visto trionfare così tante volte e che a breve riaprirà alle corse dei cavalli.

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