Domenica, 1 Agosto 2021
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Curva Nord 12, tregua con Zamparini: ultras di nuovo allo stadio

In una lettera i tifosi spiegano le loro ragioni: "Possiamo tranquillamente dire che abbiamo raggiunto il nostro scopo. Il fatto di essere rimasti però il solo gruppo ultras a portare avanti questa lotta ci inorgoglisce, ma ci dispiace allo stesso tempo"

Dopo più di due mesi da separati in casa gli ultras sono pronti a tornare allo stadio. E’ stato sicuramente triste, straziante e nostalgico vedere in questa prima parte di campionato un Renzo Barbera sempre più deserto, talmente tanto da convincere il gruppo di tifosi “Curva Nord 12” a mettere da parte le diatribe con l’imprenditore friulano per il bene di questi colori. Quella stessa curva che un tempo era "patrimonio" dei tifosi adesso sembra non appartenere a nessuno, neanche ai pochi e abituali intimi del Barbera. Ed è per questo che gli Ultras sono pronti a tornare allo stadio. Dal prossimo impegno di campionato il 20 novembre contro il Cittadella il Palermo avrà finalmente un amico in più.

“Il 30 giugno, quando è saltato il closing – scrive il gruppo di Ultras sulla propria pagina Facebook - l’intera città di Palermo si è sentita tradita da Zamparini che ancora una volta ci aveva ingannati e da Baccaglini che senza batter ciglio è uscito di scena.Per tutta l’estate il nostro obiettivo è stato quello di far capire a Zamparini (che intanto continuava ad affermare che a contestarlo erano solo in pochissimi) che tutta Palermo era stanca di sopportare il continuo calpestio della propria dignità. Abbiamo boicottato e invitato a boicottare la campagna abbonamenti e la gente ha risposto alla grande, con 2.063 abbonamenti e si è registrato il minimo storico dell’era Zamparini. Lui ha risposto che era solo il 5% del fatturato, che non si sarebbe messo a piangere, che la gente avrebbe comprato il biglietto”.

Una politica chiara e decisa quella portata avanti dai sostenitori rosanero, che dopo aver invitato la piazza a non abbonarsi ha continuato la propria battaglia esortando i tifosi a non acquistare i biglietti. Tutto questo per un unico scopo: vincere il braccio di ferro con l’imprenditore friulano.“Abbiamo disertato – continua il comunicato -  e invitato a disertare lo stadio e lui ha affermato con la solita arroganza che alle prime vittorie lo stadio si sarebbe riempito dimostrando ancora una volta la sua scarsa considerazione verso questa protesta e chi la sosteneva. Bene, dopo 13 giornate di campionato e nonostante il primato in classifica la media spettatori è di 6.391 con il record negativo della sua era di 4.963. Abbiamo ampiamente dimostrato che a contestarlo non sono 50/200/500 persone. Palermo si è finalmente svegliata dall’incantesimo del patron e ha reagito come, a nostra memoria, non era mai successo. Possiamo tranquillamente dire che abbiamo raggiunto il nostro scopo, e l’abbiamo fatto con l’aiuto di tutti quei tifosi che hanno voluto seguire la nostra linea. Il fatto di essere rimasti però il solo gruppo ultras a portare avanti questa lotta ci inorgoglisce ma ci dispiace allo stesso tempo".

"Ci domandiamo, perché dobbiamo essere noi soli a portare il fardello di questa protesta? perché solo noi dobbiamo soffrire lontano dalla nostra passione per portare avanti una lotta che riguarda tutti? Essere addirittura giudicati come 'il male di Palermo' poi, non lo possiamo proprio accettare e a chi blatera sulla stampa rispondiamo che abbiamo già tante volte dimostrato che sappiamo cambiare idea quando è necessario! La dichiarazioni di Zamparini dove invita la gente a tornare allo stadio ci danno la conferma di essere riusciti nel nostro intento, adesso lui sa che Palermo ha un pubblico che reagisce. In quest’ultimo periodo abbiamo ricevuto numerosi appelli a rientrare allo stadio e ad interrompere la nostra contestazione. Questi appelli 'di pace' sono arrivati sulla nostra pagina da parte di ex giocatori del Palermo e da tanta gente comune, altre persone invece come lo stesso Tedino lo hanno fatto attraverso la stampa. Dobbiamo ammettere che tutto questo non ci ha lasciato indifferente. Abbiamo pensato e ripensato che se questo è quello che vuole l’ambiente noi abbiamo il dovere di prenderlo in considerazione e di rispettarlo. Pienamente soddisfatti del nostro percorso, stiamo valutando quindi, con un po di rammarico per quello che (tutti insieme) potevamo ancora fare e non si è fatto, di ritornare al nostro posto, per riprenderci il ruolo che ci appartiene e per esprimere quell’irrefrenabile passione che fino ad ora abbiamo sfogato solo in trasferta. Questa scelta però è solo nostra! Non faremo appelli a rientrare verso tutti quei tifosi che con grande sofferenza hanno adottato questa forma di protesta lontano dagli spalti, anzi, a loro va il nostro ringraziamento e il nostro rispetto. Ognuno è libero di decidere da solo la strada da percorrere, ma noi siamo un gruppo! È più difficile”.

Niente pace, ma soltanto una tregua. Per il bene del Palermo. A specificarlo sono sempre gli ultras che nel lungo comunicato ci tengono a precisare che “essa non è una pace ma soltanto una tregua. Ci auguriamo solamente che questa nostra decisione non venga strumentalizzata da nessuno. Il problema non sarà risolto finché non avverrà il cambio societario che un intera città aspetta ormai da tempo, per adesso noi torniamo allo stadio con la speranza/pretesa che chi è a capo di questa società abbia almeno imparato a non prendere più in giro quei tifosi che sono e restano l’unica ragione dell’esistenza di una squadra di calcio.
Zamparini stay tuned!”.

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