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Dzeko e Salah - foto Ansa

Dzeko e Salah - foto Ansa

Roma-Palermo 4-1, Posavec fa divertire l'Olimpico: cronaca, commenti e pagelle

Il portiere croato non è impeccabile sul gol di Salah che dopo 31 minuti rompe l'equilibrio, poi fa la frittata sulla punizione di Paredes. A segno anche Dzeko ed El Shaarawy, in mezzo c'è il graffio di Quaison

A febbraio era finita 5-0 per la Roma. Sette mesi dopo, con una puntualità che fa paura, arriva un'altra umiliazione. La pillola del golletto di Quaison non serve a rendere meno amara l'imbarcata dell'Olimpico. Finisce 4-1 per i padroni di casa e i rosa perdono l'unico zero di cui andavano orgogliosi, quello delle sconfitte in trasferta, e lo fanno malamente. Esulta Spalletti, che liquida facilmente gli avversari con una comoda goleada griffata Salah-Paredes-Dzeko-El Shaarawy. Quattro gol per legittimare una supremazia evidente, ma che fino al primo tempo non era apparsa così straripante. Ancora un 1-4, a sei giorni di distanza dal flop con il Torino. 

Responsabile numero uno della disfatta romana: Josip Posavec. Zamparini lo ha messo tra i pali nella top 11 ideale dei suoi anni. L'ennesimo bluff del presidente. Il portierino croato capitola due volte su due conclusioni parabilissime, risultando innocente solo sul piattone di Dzeko, a partita già compromessa, e sul poker di El Shaarawy. Sullo 0-2, anzi, la sua tentata opposizione è ai limiti del tragicomico. Punizione dalla sinistra di Paredes (la posizione è defilatissima), Posavec si distende al rallenty, ciccando completamente il tempo dell'intervento. La palla, lenta ma beffarda, lo scavalca e si infila alle sue spalle. E a dire il vero il baby rosa era stato goffo anche sull'1-0 romanista, dopo mezz'ora di onesta resistenza palermitana. Perché il diagonale di Salah che ha indirizzato la sfida verso i binari giallorossi è passato troppo docilmente sotto le gambe di Posavec.

Il Palermo ci ha provato, ma i suoi progetti sono crollati dopo il vantaggio dei ragazzi di Spalletti. De Zerbi ha mostrato i soliti pregi e i soliti difetti. La squadra lo segue, non è in disarmo. Regge dal punto di vista atletico, corre, spesso vince i contrasti, ma pensare di far male a questa Roma, per il Palermo di oggi, è roba da fantascienza. I rosa in attacco hanno fatto pochissimo e i limiti negli altri reparti sono evidenti. Unico brivido per i 30 mila dell'Olimpico, un colpo di testa in tuffo di Andelkovic, con Szczesny bravo a salvare sulla linea, a inizio su ripresa. Basta questo dato per fotografare la pochezza offensiva del Palermo.

De Zerbi, recuperato Nestorovski, si è schierato con il solito 3-4-2-1. Fuori Vitiello, Gonzalez e Rajkovic, nel terzetto di difesa stavolta giocano Cionek, Goldaniga e Andelkovic. La vera sorpresa è Morganella a destra al posto di Rispoli. Il gioco del Palermo è prevedibile ma coraggioso. L'azione parte sempre dalla difesa, i lanci lunghi sono vietati, come la palla buttata in tribuna. E in qualche ripartenza, i rosa sembrano quasi in grado di creare pericoli dalle parti di Fazio e Manolas. Il primo tempo della Roma è "double face". Inizio lento, poi a poco a poco però i giallorossi hanno alzato il baricentro, schiacciando il Palermo. Il primo squillo è di El Shaarawy, che spreca da pochi passi. Poi inizia la vendemmiata. Gol di Salah al 31'. I rosa si vedono solo su una punizione dal limite di Diamanti, di poco alta, nata da un erroraccio di Juan Jesus.

Il secondo tempo è una corrida. La partita si chiude già dopo 6 minuti, con la punizione di Paredes. Poi fioccano le occasioni. Segna Dzeko, accorcia il neoentrato Quaison (tiro da fuori deviato da Manolas alle spalle di Szczesny), chiude El Shaarawy. I problemi del Palermo sono ovunque: dietro, in mezzo, e davanti. E soprattutto in porta. Nestorovski non l'ha praticamente mai vista, e la difesa - quando la Roma ha alzato il ritmo - si è quasi scansata per forza di inerzia. Troppo molle il centrocampo, sovrastato dagli avversari, così come era successo lunedì con il Toro. Unica consolazione: Crotone, Empoli e Pescara, di questi tempi non se la passano poi tanto meglio.

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