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Eliminazione, cessioni e difesa a tre Ma tra Zampa e Pioli l’idillio resiste

Il Palermo ha già vissuto momenti difficili in questa stagione, ma il rapporto tra il presidente e l'allenatore non ne ha risentito. Il patron è cambiato o il tecnico lo asseconda?

Il presidente del Palermo Maurizio Zamparini

Nel mare di dubbi che accompagnano l’avvio della stagione del Palermo, una piccola certezza c’è. Forse è illusoria, ma c’è. Ed è il buon rapporto sin qui instaurato tra l’allenatore Stefano Pioli e il presidente Maurizio Zamparini. In altri tempi una eliminazione così precoce e pesante come quella col Thun, avrebbe scatenato le ire del patron, che invece all’indomani della sciagurata trasferta in Svizzera non ha alzato la voce più di tanto. In altri tempi le cessioni di pezzi importanti come Bovo e Sirigu (di Pastore si sapeva) avrebbero fatto mugugnare il tecnico di turno, Pioli non ha fiatato. Ma c’è da chiedersi: è il presidente ad aver limato le sue asprezze o è bravo l’allenatore ad evitare beghe assecondando i “desideri” del suo datore di lavoro pur andando contro le proprie convinzioni?Una risposta sicura al cento per cento è difficile da trovare, si possono però analizzare momenti e situazioni chiave sin qui vissute dal Palermo dall’avvento dell’allenatore parmigiano.

L’eliminazione col Thun. Zamparini lo aveva detto alla vigilia. “Occhio al Thun, mi ricorda lo Mlada”. Con riferimento agli sconosciuti cechi che eliminarono il Palermo nell’ottobre del 2007. Uno sprono che non è servito ai rosanero fatti fuori da Lezcano e company dopo due deludenti pareggi. “Non ci strappiamo le vesti perché abbiamo bisogno di tempo per via di allenatore e giocatori nuovi”, ha detto il presidente dopo l’eliminazione. Dopo lo Mlada si erano incrinati quasi definitivamente i rapporti con l’allenatore dell’epoca, Stefano Colantuono, cacciato un mese e mezzo dopo, in seguito alla sconfitta per 5-0 sul campo della Juventus.
stefano pioli
La difesa a 3. Pioli fino all’anno scorso aveva utilizzato la formula con i quattro centrali nel pacchetto arretrato. Una volta arrivato in Sicilia, ha lavorato sin da subito su questo “nuovo” sistema di gioco. Si sa che il tridente di difesa è un pallino di Zamparini. Il presidente, l’anno scorso, spesso ha consigliato a Delio Rossi di evitare di disporsi con la linea a 4. L’ex allenatore rosanero pur fedelissimo al suo credo tattico ha accontentato in alcune occasioni il presidente, forse anche per fargli capire che non era la strada da seguire. Lo ha fatto a Mosca con il Cska a novembre, in Europa League, schierando Glik, Goian e Bovo. Risultato: 3-1 per i russi. Lo ha fatto a Napoli, un mese dopo. Risultato: 1-0 per i partenopei, ma il Palermo fu inesistente.
Poi Zamparini, a stagione in corso, virò su Serse Cosmi, fan della difesa a 3. Gli esiti li ricordano tutti. Nell’ultima conferenza stampa Pioli ha detto che sta lavorando su entrambi i moduli, partendo dal fatto che non può comunque rinunciare ai tre mediani. La verità, probabilmente, è che il mister vuol tornare alla difesa a 4. La prima giornata di campionato, ma forse anche le prossime amichevoli con Trapani e Fenerbahce daranno indicazioni.

Le cessioni di Sirigu e Bovo. Lo sapevano tutti, anche Pioli, che Pastore sarebbe andato via. Probabilmente però nessuno aveva detto al nuovo tecnico che sarebbero stati ceduti anche Sirigu e Bovo, due titolari fissi delle ultime stagioni. Sirigu, Bovo e Pastore. Al Palermo mancano tre quarti della spina dorsale dell’anno scorso. E se in difesa le alternative non mancano con Silvestre, Cetto, Munoz, Mantovani (che comunque non è un centrale puro), non si può dire lo stesso per gli altri due reparti. Il portiere ancora non c’è. Zahavi e Lores Varela sono due scommesse. Sempre nell’ultimo incontro coi giornalisti Pioli ha dichiarato: “La società sa quello che serve a questa squadra, mi fido del mio presidente e del mio direttore sportivo”. Mancano 14 giorni alla fine del mercato e 11 al debutto in campionato. Da lì in poi si tireranno le somme, da lì in poi si saprà chi si è ammorbidito tra Zamparini e Pioli.
 

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