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Valoti, grinta e idee: "Mi ha voluto Zamparini, Curkovic? Non lo conosco"

Il nuovo direttore sportivo si presenta e svela i dettagli del suo arrivo: "Già mi aveva cercato in estate, poi 20 giorni fa mi ha chiamato Di Marzio...". Respinte al mittente le voci su presunte amicizie col procuratore. Con lui arrivano anche il preparatore Bordon e il mental coach Andrea Cannavacciuolo

Aladino Valoti con la sciarpa rosanero

“Mai stato in una piazza così blasonata come lo è Palermo. Sono qui per volere di Zamparini e di nessun altro”. Queste le prime parole in rosanero del nuovo direttore sportivo Aladino Valoti. Ambizione, tenacia, idee chiare, una voglia sconsiderata di far parlare di sé e tanta consapevolezza che per non fare la stessa fine dei suoi predecessori dovrà vendere cara la pelle. C’è tutto questo nel nuovo ds arrivato dal Sudtirol presentato oggi alla stampa. Ingredienti che fanno da scudo alle tante voci nate dopo il suo arrivo. 

Sarebbe stata la grinta di Valoti a convincere Zamparini, anche se il suo arrivo coincide proprio con quello di Curkovic e Gianni Di Marzio al fianco dell’imprenditore friulano. Il figlio del neo ds infatti è assistito da Giuseppe Riso, quest’ultimo socio in affari con Davor Curkovic (consulente di Zamparini). Voci che Aladino Valoti ha subito rimandato al mittente. “Non ho assolutamente nessun problema – ha detto in sala stampa il direttore sportivo – nel dire che sono stato contattato e voluto soltanto da Zamparini. Un contatto avvenuto già questa estate grazie anche a Gianni di Marzio che mi aveva comunicato l’intenzione del presidente di  volermi parlare. Circa 20 giorni fa invece ho ricevuto la stessa chiamata da Di Marzio dove mi informava che Zamparini avrebbe voluto incontrarmi. Non conosco minimante Davor Curkovic, ma spero di poterlo fare il prima possibile. Inoltre non ho alcun rapporto con Riso, agente di mercato di mio figlio Mattia. Se sono qui è perché l’ha voluto il patron Zamparini”.

Un incontro - quello con Zamparini - che il destino ha posticipato soltanto di qualche anno. Perché Valoti è uno di quei giocatori sbarcato a Palermo nel lontanissimo 2001(un anno prima dell'arrivo del friulano) grazie alle "avances" di Bartolo Mutti. Quello era il Palermo dell’ex presidente Franco Sensi. Più di un contatto in estate, poi ancora un rinvio. Questa volta di sette mesi. Così l’opportunità di sedersi a marzo in una delle poltrone più bollenti di tutta l’Italia. “Per me è un grandissimo piacere essere qui oggi - dice - e sono particolarmente emozionato perché fino a poco tempo fa non avrei mai immaginato di poter arrivare in una piazza così importante, così come non pensavo che si potesse concretizzare tutto così velocemente. Questa è  la prima volta che subentro in corsa da direttore sportivo e ho quindi cercato fin da subito di prendere tutte le informazioni possibili, confrontandomi con lo staff e con la proprietà e studiando tantissimo il modo in cui gioca la squadra. Conosco molto bene Tedino e ho tanta fiducia nel nostro tecnico. Inoltre – continua - ho un ricordo indelebile di questa piazza. Arrivare a Palermo da calciatore per me fu una grande occasione oltre che un immenso piacere. Qui sono stato apprezzato più che da ogni altre parte nonostante non fossi un fuoriclasse. Se ti comporti in maniera esemplare questa città riesce a darti tantissimo”.

Valoti (1)-2

Se si pensa a Valoti non si può non pensare alla “scatenata dozzina” con l’Albinoleffe. Dodici anni intensi quelli trascorsi a due passi da casa con il club bergamasco. L’opportunità di metabolizzare l’addio al calcio giocato, crescere e studiare come direttore sportivo. Dai primi passi ai primi colpi, passando anche per errori e intuizioni (Biava, Possanzini, Raimondi). Con Valoti ds l’Albinoleffe riuscì ad ottenere quattro salvezze consecutive. Poi le parentesi Cosenza e Sudtirol. Tredici anni di gavetta culminati con l’arrivo in Sicilia con l'obiettivo della Serie A. “Questa è chiaramente la scelta più importante da quando sono dirigente - continua Valoti -. In passato ho preferito restare vicino casa, poi l’anno scorso mi sono allontanato un po’ di più per la prima volta. Porto qui tutta la mia esperienza e cercherò di stare vicino alla squadra e allo staff. Voglio essere presente e far sentire ai ragazzi tutto il mio apporto. Siamo umani e quindi l’aspetto emotivo conta tantissimo, cercherò di approcciarmi ai giocatori in maniera differente a seconda del tipo di persona che mi ritroverà di fronte. Chiaramente questa è una piazza diversa da quelle in cui sono stato: le aspettative sono tantissime e l’obiettivo non può che essere il ritorno in Serie A. Questo non è  il momento di fare dei calcoli, parlare di playoff o promozione diretta, la squadra deve pensare solo ed esclusivamente al campo e io cercherò di accompagnarla fino in fondo in questo lungo cammino”.

Insieme a Valoti sbarca a Palermo anche il preparatore atletico Claudio Bordon ex conoscenza del club rosanero avendo già lavorato in Sicilia dal 2004 al 2008 sotto la guida tecnica di Guidolin. “Ho condiviso molte esperienze con Bordon - afferma Valori - e ho piena fiducia nel suo operato. E' una persona molto propositiva che sa stare al suo posto ottenendo ottimi risultati. Parlando con Zamparini ho capito che c’era la volontà di provare a migliorare ancora di più, quindi l’idea di aggiungere un valido elemento come Bordon in uno staff già molto competitivo. Questa squadra ha la possibilità di lavorare serenamente senza pensare a nient’altro se non al campo”. E Valoti ha portato con sé anche un mental coach, Andrea Cannavacciuolo, col quale ha già lavorato al Sudtirol e all’Albinoleffe. Da oggi sarà il "motivatore" del Palermo. "E’ un collaboratore che ho avuto negli anni - conclude Valoti - e ha avuto delle esperienze con me negli anni passati. E’ una persona che lavora sulle risorse collettive ed è una persona molto positiva che sa collaborare e stare al posto suo".

Nuovo infortunio per Rajkovic: stagione compromessa

Ennesima tegola per mister Tedino. Dopo Aleesami (out da 10 giorni) anche Rajkovic dovrà stare per diverso tempo lontano dal campo di gioco. “Il giocatore Slobadan Rajkovic – si legge sul sito ufficiale – si è sottoposto in data odierna ad una risonanza magnetica presso la Clinica Macchiarella di Palermo. L’esame ha evidenziato una frattura composta dell’emipiatto tbiale del ginocchio destro da impatto ad un versamento intrarticolare da stress in estensione dell’articolazione in esame”. Rajkovic - che era appena rientrato dopo un infortunio che l'ha tenuto fuori un anno - ha già iniziato il percorso di riabilitazione, ma contro il Parma ovviamente non ci sarà. Il difensore serbo potrebbe star fuori anche due mesi". 
 

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