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Malesani crede al miracolo salvezza: “Punto su Miccoli e Donati”

Presentato nel pomeriggio il nuovo tecnico dei rosa. "Fabrizio è il nostro faro, il capitano, e sarà fondamentale in una situazione del genere". Si riparte dalla difesa a tre. Accanto a lui Perinetti

Giorgio Perinetti e Alberto Malesani

Chissà se il Male conosce Marcel Proust. Alla ricerca del tempo perduto, il romanzo più celebre dello scrittore francese, calza perfettamente con le vicissitudini e le difficoltà trascorse dall’ultimo Malesani. Che, in pochi lo ricordano, in fondo è pur sempre l’unico allenatore italiano della serie A ad aver vinto una coppa europea. Roba giurassica, però, perché il trionfo di Mosca, col suo Parma, risale al ’99. Preistoria del calcio, insomma. Da 14 anni, la strada di Alberto Malesani è stata lastricata di insuccessi.

TORNARE A STUPIRE - Cinque esoneri, tre retrocessioni. Un trend da invertire, soprattutto per un allenatore, un tempo vincente, che si sta avvicinando alla boa dei 60 anni. Insomma, è il momento di tornare a stupire. E chissà che sia proprio il Barbera, il giardino in cui raccogliere i fiori del riscatto. Malesani, il contadino del pallone, ci crede. E lo fa capire in una conferenza dai toni decisamente diversi rispetto a quella che lo rese immortale in Grecia. "Bisogna ripartire dopo queste sconfitte, per dare una scossa all’ambiente. Serve senso di responsabilità, ma in questo devo esser bravo io”.

SI PUNTA SU MICCOLI E DONATI - E se Gasp aveva iniziato la sua avventura “panchinando” Miccoli e cambiando ruolo a Donati, il Male fa capire che da ora la musica è cambiata. E non è frutto del caso questa sottolineatura: “Punto soprattutto su Miccoli e Donati. Fabrizio è il nostro faro, il capitano, e sarà fondamentale in una situazione del genere. Anche Donati, ha esperienza e loro due saranno le persone a cui mi affiderò tanto, a prescindere dai sistemi di gioco”.

DIFESA A 3 - Si ripartirà probabilmente dalla difesa a 3. Ma la battaglia, come dicevano i pionieri del pallone, si gioca a centrocampo. “E’ un reparto vario e ben fornito, l’ho detto anche al presidente. Cercherò di valorizzare al massimo questo settore che ha giocatori che sono di livello superiore all'attuale classifica. Poi per altri aspetti, magari qualche correttivo in base a mie analisi, può esserci sotto il profilo tattico”. Ad ascoltare e ad annuire alle sue parole Giorgio Perinetti, “cavallo di ritorno” dopo l’addio di Lo Monaco. "Non mi dite bentornato – dice ironicamente - perchè è la quarta volta che torno. Sono tornato per affetto, non potrei mai dire no a questa società".

CIAO CIAO GASP -  “Gasperini? Non l’ho chiamato – conclude Malesani - ma faccio sempre così. Nemmeno altri hanno mai chiamato me. Solo una volta, ai tempi della Fiorentina, mi chiamò Trapattoni”. Hai detto niente. In bocca al lupo, Alberto.

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