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Giallo social per Pelagotti, cancellato post della discordia dopo ko col Licata: "Una bischerata"

"Siamo soli come lo siamo sempre stati. Il tempo metterà ognuno al suo posto: ogni re sul proprio trono e ogni pagliaccio nel proprio circo" recitava il messaggio finito nell'occhio del ciclone. Il portiere para le critiche: "Non potrei mai mancare di rispetto ai tifosi o alla società"

Albro Pelagotti ci mette la faccia e decide di fare da scudo alla squadra dopo l’inaspettata battuta d’arresto di domenica pomeriggio. Ma il portiere 30enne è stato tanto discusso nelle ultime ore per via di uno sfogo, poi prontamente rimosso, pubblicato sul proprio account Instagram in cui faceva notare ai propri followers il fatto che la squadra si sia "sempre trovata da sola". Un duro messaggio senza un destinatario preciso. "La mia è stata una bischerata, ma non volevo di mancare di rispetto a nessuno. Amo questi colori e questa città"”. 

"Una sconfitta che non vuol dire niente, siamo soli come lo siamo sempre stati. Soltanto il tempo - recitava il post finito nell'occhio del ciclone - metterà ognuno al suo posto: ogni re sul proprio trono e ogni pagliaccio nel proprio circo. Forza Palermo". Un duro sfogo a caldo, "che si poteva evitare", ha detto Pelagotti in sala stampa. "A chi fosse riferito il 'pagliaccio' è inutile dirlo, si sapeva, di certo non era indirizzato a nessuno della società o ai nostri meravigliosi tifosi. Ci tengo a precisare che non volevo mancare di rispetto a nessuno, anzi ci tenevo a ringraziare i tifosi per il loro caloroso supporto. Resto basito per qualche interpretazione che è stata data al mio post, io sono l’ultimo arrivato e non mi permetterei mai di lanciare qualche frecciatina ai tifosi, alla società o addirittura al nostro mister. L’espressione siamo soli a dire il vero l’avevo già usata in passato, riferendomi al fatto che le squadre contro di noi danno sempre il cento per cento e vorrei che fosse così anche quando giocano contro altre realtà meno blasonate". 

Caso chiuso? Sì, almeno per il momento. Perché adesso dalle parti di viale del Fante sembra non esserci più tempo per pensare a vicende extra campo. "Ci aspettano sette finali - ha aggiunto Pelagotti - certamente resta la rabbia per il ko di domenica, anche perché per noi poteva essere la partita della svolta, riuscendo a mettere un’impronta forte al campionato. Detto ciò però vorrei ricordare che abbiamo ancora sette punti di vantaggio, motivo per cui adesso la testa è rivolta al campo per acciuffare la matematica. Alla squadre non ho nulla da rimproverare, analizzando la partita però posso soltanto dire che nel primo tempo abbiamo giocato leggermente sotto tono, mentre nella ripresa siamo entrati in campo con un’altra mentalità. Senza la giusta cattiveria si rischia di fare fatica e quando si indossa una maglia così importante non puoi mai permetterti di regalare niente a nessuno". 

Testa al Nola dunque, prossimo avversario dei rosa. La prima di queste sette finali che consegerebbero nelle mani di Pelagotti e compagni l’aritmetica promozione in serie C. "Giocheremo contro una squadra in salute, ma noi - ha confessato - siamo il Palermo e non dobbiamo aver paura di nessuno. Con i senatori del gruppo ci confrontiamo continuamente, ma rendiamo partecipi anche i più giovani. Il Palermo ha bisogno di queste sette vittorie, ha bisogno di vincere il campionato. Il mister farà le sue scelte in base a quelle che saranno le indicazioni avute dal campo durante gli allenamenti, così come ha fatto domenica scorsa.  Non dimentichiamoci - ha aconcluso Pelagotti - che Pergolizzi è primo in classifica dall’inizio del campionato, per cui penso ci sia davvero poco da dire". 

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