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Giovedì, 19 Maggio 2022
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Quando la tuta batte giacca e cravatta: il Palermo di Tedino come l’Empoli di Sarri

Le analogie tra il tecnico del Napoli e quello rosanero: una gavetta infinita, il grande calcio raggiunto solo dopo i 50 anni, calcio spumeggiante e quell'abbigliamento poco glamour...

“Tedino sarà il nuovo Sarri” aveva detto Zamparini circa un mese fa. L’imprenditore friulano durante i suoi quindici anni di presidenza ha sempre stupito i tifosi e gli appassionati di calcio per le sue uscite a “gamba tesa”. “Ho acquistato il nuovo Messi” disse il patron rosanero non appena comprato Dybala. Oppure “Pastore come Cavani. Diventerà un grandissimo giocatore”. L’ultimo accostamento "pesante"? Il paragone tra Tedino e chi negli ultimi anni ha letteralmente stregato e messo d’accordo tutta l’Italia e gran parte dell’Europa sulla qualità del calcio che esprime la sua squadra: Maurizio Sarri. 

Tante analogie fra i due. Una su tutte la gavetta: la carriera da allenatore di Sarri inizia nel lontano 1990 sulla panchina della Stia per poi proseguire a Faella – entrambe squadre di seconda categoria - quando il tecnico napoletano aveva soltanto 31 anni.  Poi i primi risultati positivi con Cavriglia e Antella: portate entrambe  in Eccellenza, quindi Sansovino, e la scalata fino all’Empoli, dopo 22 anni di calcio minore. Qui la svolta e l’incoronazione. Tanta gavetta, come Tedino, che a soli 22 anni ha iniziato la carriera da allenatore nelle giovanili del San Donà, per poi passare a Conegliano, Montebelluna, l'approdo in Nazionale (prima con gli Under 16, poi con gli azzurrini Under 17) fino al Pordenone.

Nonostante Tedino e Sarri prediligano moduli differenti, l’essenza di gioco è quella di un calcio intelligente, divertente, affascinante e allo stesso tempo elegante. L’eleganza dei due tecnici infatti – entrambi seguono le partite in tuta piuttosto che in giacca e cravatta – è data proprio dagli uomini in campo e non dall’abbigliamento. Il Palermo ha bisogno di tornare ad essere grande, mentre Tedino è a caccia della consacrazione. Un binomio che ricorda proprio quello formato dall’Empoli e Sarri circa cinque anni fa. L’avventura del tecnico rosanero al Palermo è ufficialmente iniziata con una netta vittoria per 5-0 ai danni della  Virtus Francavilla. Una “manita”  con cui Tedino dice addio alla tanta gavetta e saluta il presente e il futuro.
 

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