Alla scoperta di Brichetto, il terzo portiere che “piange” in panchina

Domenica al triplice fischio l'estremo difensore è scoppiato in lacrime. Arrivato nel 2009 tra le antipatie generali per un errore della Gazzetta, mai nessuno ha deciso di puntare su di lui

Giacomo Brichetto @Tm News-Infophoto

Mentre il Palermo lotta, corre, sbuffa, suda, perde, fallisce, c’è un uomo che soffre in panchina. Si chiama Giacomo Brichetto, ha 29 anni. E’ un bravo ragazzo, simpatico, gioviale. Lo descrivono così compagni e amici. Brichetto è un fenomeno più unico che raro. Da quattro anni scalda tribune e panchine di mezza Italia, segue il Palermo nei suoi spostamenti, vive la settimana da giocatore, insieme agli altri, sta nello spogliatoio. Da quest’anno va anche in panchina, sfruttando le nuove regole, che hanno allungato di 5 unità la distinta da presentare all’arbitro, ma in campo non può entrare. Come se fosse un magazziniere qualsiasi.

Piccolo particolare. Jack Brichetto fa il portiere di ruolo. Terzo, per la precisione. Dal 2009. Si è allenato con Rubinho, Sirigu, Viviano, Benussi, Tzorvas. Gli sono passati tutti davanti, e quando il Palermo s’è trovato nei guai non ha mai puntato su di lui. Sempre terzo portiere, gerarchie inchiodate, graduatorie imbalsamate.

Arrivò a Palermo tra le antipatie generali per un errore della Gazzetta, che gli attribuì un improbabile ingaggio di 800 mila euro. "Questo qui guadagna quanto Cavani e Pastore", si mormorò in un amen. La “Rosea” poco dopo chiese scusa, aveva sbagliato di uno zero. Zero, come le presenze di Jack, il portiere fantasma.

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Brichetto non gioca mai. Ride durante gli allenamenti, piange quando il Palermo perde. Come domenica, e i tifosi, sensibili, si sono immalinconiti. L’ennesima partita vista dal posto privilegiato, la panca. Alla fine è esplosa la contestazione. Ma i tifosi hanno salvato solo Brichetto. Eppure Jack avrebbe potuto scegliere altre strade, misurarsi in Lega Pro da titolare. Ha deciso di non sbucciarsi le ginocchia nei campi polverosi della Campania, di dribblare le trasferte in Calabria. Lui è un giocatore di serie A. Ma fino a quando?

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