Giovedì, 29 Luglio 2021
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Il Palermo si gioca tutto in Tribunale: istanza di fallimento, ecco l'udienza decisiva

Mercoledì 21 marzo, ci siamo: i periti della Procura e i legali della società rosanero si sfideranno in un ultimo atto. Il Tribunale si riserverà di prendere una decisione finale relativamente all’accoglimento o al rigetto della richiesta di fallimento

Giammarva in Tribunale

Per i magistrati il Palermo ha un buco in bilancio che lo renderebbe insolvente, per Giammarva e il pool di avvocati invece i conti non rappresenterebbero assolutamente una minaccia. A decidere chi ha ragione, domani, sarà il presidente della sezione fallimentare Giovanni D’Antoni. Mancano 12 partite alla fine del campionato, eppure l’appuntamento più importante della stagione non avrà nulla a che vedere con il calcio giocato. Domani infatti fra le aule del Tribunale si terrà l’ultima udienza legata all’istanza di fallimento. Una faccenda esplosa nel luglio scorso con il blitz della guardia di finanza in sede e a casa di Zamparini. L'inizio di un terremoto giudiziario che durerà quasi un anno.

Anomalie nei bilanci del club e più di un reato imputato all’imprenditore friulano. Da lì in poi pochi potevano immaginare cosa sarebbe successo. Prima l’istanza di fallimento depositata dalla Procura, poi lo spettro di una radiazione. Così l’idea di Zamparini di affidarsi a Giammarva per uscire da questo “spiacevole equivoco”. Per il commercialista palermitano un compito tutt’altro che semplice. Da chiarire oltre che la cessione del marchio ad Alyssa (società riconducibile allo stesso Zamparini) anche le ipotesi di falso in bilancio, riciclaggio e autoriciclaggio.

E in effetti la nomina di Giammarva ha subito portato dei benefici al club rosanero, fin dalla prima udienza. Una situazione complicata che pian piano sembrava potersi appianare. La svolta è sicuramente arrivata a novembre. Da una parte la ricostruzione della Procura, dall’altra quella del pool di avvocati di Zamparini. Una vicenda dalle mille sfumature che ha portato il Tribunale alla nomina di tre periti chiamati a stilare una terza - e definitiva - perizia super partes. Un’analisi che a quanto pare al momento avrebbe rassicurato il Palermo. Sì perché la netta divergenza di valutazione sul reale valore dei giocatori, la consistente riduzione dei debiti e l’incasso della prima tranche di 11,5 milioni di euro derivanti dalla famosa cessione della società, sembrerebbero essere tre punti a favore del club rosanero che alla fine potrebbero anche risultare determinanti. 

A nutrire dei dubbi però oltre c’è anche Paul Baccaglini ascoltato nelle scorse settimane dai magistrati. Secondo l’imprenditore italo-americano infatti sarebbero state proprio le anomalie nei bilanci ad aver complicato la trattativa per l’acquisizione del Palermo. Dichiarazioni che hanno fatto letteralmente infuriare il patron Zamparini ma che se confermate potrebbero pesare come un macigno. Perché potrebbero dare ragione a quanto sostenuto finora dalla Procura. Per Baccaglini sarebbe stato impossibile conteggiare i debiti della società con assoluta certezza e inoltre Zamparini non avrebbe dato le dovute garanzie sui famosi 40 milioni di credito che il Palermo vantava nei confronti di Alyssa.  Tanti dubbi che alla fine avrebbero indotto l’ex Iena a presentare un’offerta di soli 20 milioni considerata poi troppo bassa da Zamparini. Calcio d’inizio domani mattina alle ore 9. In palio c'è futuro del club rosanero.

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