Lunedì, 17 Maggio 2021
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La guardia di finanza nella sede del Palermo, perquisita anche la casa di Zamparini

Le fiamme gialle sono entrate in azione nell'ambito di un'inchiesta in cui si ipotizzano i reati di falso in bilancio, appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio. Il patron: "Questo perchè non ho venduto a Baccaglini...". La Procura: "Indagine non legata alla cessione"

Lo stadio Renzo Barbera

Nuove grane per il Palermo. La guardia di finanza si trova nella sede della società per una serie di perquisizioni nell'ambito di un'inchiesta in cui si ipotizzano i reati di falso in bilancio, appropriazione indebita, riciclaggio e autoriciclaggio. Le perquisizioni hanno riguardato anche gli uffici del gruppo Zamparini e l'abitazione del presidente Maurizio Zamparini. Gli uomini della guardia di finanza sono arrivate stamattina presto, in abiti civili, quando allo stadio c'erano solo i magazzinieri intenti a preparare il tir pronto a partire per il ritiro austriaco.

"Ho la Guardia di Finanza in tutte le mie case e nella sede del Palermo perché non ho ceduto la Società a Baccaglini - ha detto Zamparini a ForzaPalermo.it -. Siccome sembra che venerdì scorso un Pm abbia detto che se io non avessi venduto il Palermo a Baccaglini mi avrebbe arrestato, probabilmente il motivo è questo. Falso in bilancio? Ma per l'amor di Dio, non c'è assolutamente nulla, sono anni che sono a Palermo ed è tutto sotto controllo".

Poi ai microfoni di Trm: “Sono una delle persone più oneste del calcio italiano. Ora blocco il calciomercato e comunque del Palermo non me ne frega un ca… Faccio giocare la Primavera e quel che abbiamo già dentro. Oggi avevo in programma un contatto telefonico con un imprenditore americano”.

Appena ieri Zamparini aveva fatto chiarezza sulla trattativa che avrebbe dovuto portare il Palermo a Baccaglini. "La cifra offerta è stata di 20 milioni di euro - aveva detto il patron friulano - e il pagamento si sarebbe chiuso soltanto nel 2020". Il 30 luglio di quell'anno, infatti, secondo l'offerta presentata da Baccaglini, sarebbe avvenuto il pagamento dell'ultima tranche di cinque milioni di euro. Il piano non è stato accettato e Zamparini è rimasto l'unico proprietario del club, che al momento vede la maggioranza del Cda dimissionaria: una mossa che ha portato alla decadenza automatica di Baccaglini dal ruolo di presidente che aveva assunto alcuni mesi fa.

A smentire le parole del patron arriva però una nota del procuratore di Palermo Francesco Lo Voi in cui si precisa che le perquisizioi sono state disposte "nell'ambito di un procedimento penale nei confronti di diversi indagati per i reati di appropriazione indebita, riciclaggio, impiego di proventi di provenienza illecita, auto riciclaggio, sottrazione fraudolenta al pagamento di imposte e falso in bilancio aggravato dalla trans nazionalità". "E' opportuno precisare altresì - aggiunge Lo Voi - che l'oggetto delle indagini preliminari in corso non riguarda le vicende relative alla cessione del Palermo Calcio".

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