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L'estate più triste del Palermo: da sold out a deserto, la metamorfosi del Barbera

Neanche duemila abbonamenti sottoscritti: è il dato più basso dell'era Zamparini. Indifferenza e disamore: dal primo anno di A con i cancelli aperti solo per gli abbonati, al vuoto attuale. Un'emorragia di pubblico che testimonia il distacco tra Palermo e il Palermo

C'era una volta la coda all'alba per rincorrere un sogno chiamato abbonamento. Estate 2004, sudore e lacrime, fatica ed emozioni, per trovare il posto fisso al Barbera, bomboniera sold out, esempio unico in Europa. Cancelli aperti solo per gli abbonati: succedeva 13 anni fa nella prima A di Zamparini. Il confronto con l'attualità è imbarazzante: nemmeno duemila tessere staccate, clima da "deserto dei tartari" in attesa della cifra ufficiale che verrà confermata sabato sera all'intervallo di Palermo-Spezia. Solo la goleada con la Virtus Francavilla ha provocato un leggero sussulto. Nulla in confronto a quello che succedeva nemmeno troppo tempo fa. Un dato significativo che testimonia il distacco tra città e squadra. Anche lo zoccolo duro del tifo ha abbandonato e il Barbera è diventato un deserto. Dati ufficiali non ce ne sono ma il quadro è chiaro. Se non è sciopero del tifo, poco ci manca.

La campagna abbonamenti che una volta galoppava in estate, adesso viaggia al rallenty. I mille e rotti che hanno giurato amore al Palermo anche quest'anno rappresentano il punto nettamente più basso dell'era Zamparini. Che al debutto in A aveva fatto registrare quasi 33 mila abbonati. Passata l'euforia i numeri sono diventati via via più normali: 24.870 nell'anno di Delneri e Papadopulo, 17.973 nel Guidolin bis (con il Palermo in testa fino a novembre), poi 19.996 nella prima parentesi di Colantuono, 16.485 nel 2008-09 e 16.370 nell'estate targata Walter Zenga. 

Un calo di entusiasmo inesorabile che ha trovato una sterzata solo con Delio Rossi (16.906 abbonati) nell'anno che ha visto il Palermo issarsi fino alla finale di Coppa Italia. Poi il tracollo: 12.514 nell'estate di Pioli e Mangia, 9.230 nella stagione che ha portato i rosa alla prima retrocessione con Zamparini. Quindi 5.239 abbonati per la B con Gattuso in sella, la risalita con 9.730 tessere nella prima A targata Iachini, 10.023 per la stagione dei 9 allenatori e infine 6.323 per la seconda retrocessione. Un'emorragia di pubblico evidente, fino ai pochissimi irriducibili di oggi. Uno scenario sconfortante con il quale il Palermo avrà a che fare nella stagione della B. Al punto che i maligni sussuranno che solo il pudore ha impedito, finora, la diffusione di cifre ufficiali da parte della società.

Sabato i rosa torneranno nel loro stadio. E lo troveranno semivuoto. Una squadra sola, senza applausi né fischi. Figlia di un entusiasmo sfiorito, della depressione che ha assorbito l'ambiente. E' questo il fenomeno più inquietante. Indifferenza e disamore. Il Barbera che scoppiava di entusiasmo adesso è una cattedrale senza fedeli. Prigioniero della nostalgia, con i suoi sogni da Champions e quei 33 mila abbonati. Perché i numeri di oggi sono da profondo rosso. Altro che code all'alba: è il tramonto del Palermo di Zamparini.
 

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