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Nino D'Angelo e licenza Uefa: il Napoli indica Palermo per la Champions

Danni al manto erboso dopo il concerto dell'ex scugnizzo e licenza per l'agibilità del San Paolo scaduta: la società partenopea si è cautelata designando il Barbera come sede casalinga alternativa

Per l'ottavo anno consecutivo il Napoli ha indicato Palermo come sede alternativa delle sue gare interne in Champions League. Ma le speranze che i partenopei tornino a disputare una partita casalinga allo stadio Renzo Barbera dopo 16 anni, non sono tante. In ogni caso i problemi in casa Napoli non mancano. La licenza Uefa per l’agibilità del San Paolo è scaduta. E il club azzurro sarà costretto a chiedere una nuova deroga all’Uefa. Come se non bastasse ci sono i danni al manto erboso emersi dopo il concerto di Nino D'Angelo. Sullo sfondo c'è sempre l'ipotesi Palermo. 

A fare il punto della situazione è l'edizione odierna del Corriere del Mezzogiorno: "Ad un mese dall’inizio della Champions, il San Paolo si presenta sicuramente meglio rispetto al passato grazie agli interventi promessi e mantenuti dal Comune che ha usufruito del finanziamento di 25 milioni del credito sportivo. Il prato, dopo l’ultimo concerto di Nino D’Angelo, non è nelle migliori condizioni ma la ditta che cura la manutenzione dello stadio ha assicurato che per le gare della massima competizione europea (16 o 23 agosto) il manto erboso sarà perfetto. La calda notte dei preliminari avrà comunque la sua cornice di pubblico (nonostante arrivi nel pieno delle ferie estive dei napoletani). La società partenopea si è comunque cautelata indicando il Renzo Barbera di Palermo come sede alternativa alle gare interne del Napoli in Champions League".

Il precedente palermitano del Napoli è datato febbraio 2001: gli azzurri vinsero 1-0 contro la Fiorentina. Era campionato, poi i ragazzi di Mondonico (le stelle erano Pecchia ed Edmundo) finirono in B. I partenopei "virerebbero" ancora una volta sul Barbera perché è lo stadio più affine ai tifosi azzurri. E' una storia che si ripropone: anche due anni fa il Napoli rischiò di non disputare i match europei nella sua tana, a causa del complicato rinnovo della convenzione con il Comune. 

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