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Lunedì, 16 Maggio 2022
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Palermo piange la morte di Gianni Di Marzio, il ricordo di Biffi: "Lassù ritroverai i tuoi campioni"

Il tecnico napoletano è scomparso questa mattina all'età di 82 anni. E’ considerato colui che per primo in Italia scoprì le qualità di Maradona. Ha allenato i rosanero nella stagione 1991/1992 facendo bene ma retrocedendo in C per via della classifica avulsa. Poi il ritorno nel 2016, quando Zamparini lo richiamò come dirigente

E’ scomparso questa mattina all’età di 82 anni Gianni Di Marzio, ex allenatore e dirigente la cui importante storia è legata anche ai colori del Palermo. Senza dubbio una delle figure più importanti del calcio italiano e in particolar modo di quello del Sud Italia, Di Marzio è ricordato dai più per essere stato colui che scoprì il talento di un giovanissimo Diego Maradona, cercando di portarlo a Napoli (sua città d’origine) molto prima rispetto al suo effettivo arrivo nel 1984. Un legame che il figlio Gianluca, noto giornalista sportivo, ha sottolineato nel messaggio in cui ha reso nota la scomparsa del padre: “Allenatore del popolo, papà unico, marito passionale e nonno dolcissimo. Non ti dimenticherò mai, non ti dimenticheranno mai - si legge - e adesso vai da Diego così potrai finalmente allenarlo”.

Quella retrocessione beffarda coi rosanero nel 91/92

La storia calcistica di Di Marzio non è però circoscritta alla, pur notevole, scoperta di Maradona. L’allenatore napoletano si è distinto per gli ottimi risultati ottenuti sulle panchine di diverse compagini meridionali come il successo sfiorato in Coppa Italia nel 1978 con il Napoli, le due promozioni in A ottenute con il Catanzaro nel 1976 e il Catania nel 1983 ma anche il ritorno in B del Cosenza nella stagione 1987/1988 (allenando tra gli altri l’attuale ds rosanero Castagnini). Palermo fu l'ultima tappa della sua carriera da allenatore.

Il tecnico partenopeo arrivò sulla panchina rosanero alla settima giornata del campionato di Serie B sostituendo Enzo Ferrari dopo la sconfitta contro il Pisa. Di Marzio riuscì a dare in poco tempo un’identità precisa a quella squadra, che poteva contare sul carisma di elementi come Biffi, De Sensi, Favo e capitan Modica, sui riflessi di un giovane Taglialatela e soprattutto su una grande trazione anteriore data dalla presenza di elementi come Rizzolo, Centofanti e Bresciani. Il Palermo riuscì ad esprimersi su buoni livelli di gioco ma questo non bastò per rifuggire dall’atavico mal di trasferta, che in quel campionato si manifestò più forte che mai, visto che i rosanero non vinsero mai fuori casa.

Alla fine, il Palermo arrivò a 35 punti assieme a Venezia, Taranto e Casertana, retrocedendo però direttamente in C per via della peggiore classifica avulsa pagando anche il prezzo imposto da alcune partite delle concorrenti che diedero l’impressione di essere segnate in partenza. Un epilogo amaro in quello che per la città sarebbe stato il suo annus horribilis per via dell’apice raggiunto dall’abiezione mafiosa: il giorno dopo la strage di Capaci che portò alla morte di Falcone il Palermo, che era transitato dal punto dell’esplosione, avrebbe giocato ad Avellino in un clima surreale una partita importante per la salvezza, persa poi per 2-1 sul filo di lana.

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Consulente di Zamparini

Dopo quell’esperienza, ricordata ancora ad oggi con affetto nonostante tutto, Di Marzio sarebbe tornato in rosanero 24 anni dopo come consulente di Zamparini, con il quale aveva già lavorato a Venezia, nelle ultime della tribolata stagione 2015/2016, l’ultima salvezza conquistata in A prima del naufragio della gestione del presidente friulano.

Con Di Marzio non va dunque via solo una grande figura calcistica ma anche un piccolo pezzo di storia del Palermo all’interno del quale son racchiusi tanti ricordi. La società rosanero ha voluto ricordare l’ex tecnico con una nota sul sito ufficiale: “Il presidente Dario Mirri e tutta la famiglia del Palermo FC piangono la scomparsa di Gianni Di Marzio, allenatore rosanero nella stagione 1991-1992 e grande uomo di sport, profondamente legato alla Sicilia ed alla sua gente”. Tra i tanti messaggi giunti in queste ore c’è anche quello dell’ex capitan rosanero Biffi: “Ciao mister…riposa in pace….lassù non sarai solo perché ritroverai i tuoi campioni da cui eri tanto stimato!”

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