Portò i marziani del tennis a Palermo: è morto Cino Marchese

Lo sport italiano piange l’improvvisa scomparsa del super manager. Aveva 81 anni. Grazie a lui in viale del Fante - dal 1979 al 2005 - si giocarono gli internazionali di Sicilia. Da Bjorn Borg a Rafa Nadal: a settembre una parte della città finiva sotto i riflettori

Cino Marchese

Nel 1979 aveva portato il grande tennis a Palermo, organizzando per quasi 25 anni i campionati Internazionali di Sicilia, prova del circuito Atp, a lungo il secondo torneo d’Italia alle spalle solo di Roma. Lo sport italiano piange l’improvvisa scomparsa di Cino Marchese, 81 anni, un manager di valore e respiro internazionali, un vanto per il nostro movimento agonistico.

A Marchese va il merito di avere portato a Palermo i marziani del tennis con gli Internazionali di Sicilia che si disputavano sulla terra rossa di viale del Fante nel magico clima del settembre palermitano. Per sette giorni, dieci comprese le qualificazioni, una parte della città finiva sotto i riflettori dello sport internazionale e non più sotto quelli della cronaca nera o giudiziaria. A Palermo hanno giocato tennisti del calibro di Bjorn Borg, Guillermo Vilas, Adriano Panatta, Mats Wilander, Guga Kuerten, Rafa Nadal, Goran Ivanisevic, David Nalbandian, Marcelo Rios, Thomas Muster, Sergi Bruguera, Carlos Moya.

Perché Cino Marchese era un top manager dello sport dai capelli bianchi e il sorriso contagioso. Andato via lui, il grande torneo morì. Problemi di denaro. E di entusiasmo. Nella disattenzione generale delle istituzioni Palermo perse quella vetrina mondiale. In una bella intervista concessa a Repubblica qualche anno fa Cino Marchese racconta come fece a portare Borg a Palermo nel 1979. "In quei tempi - raccontò Marchese - l’amicizia valeva più di mille contratti. E io ero un suo amico. Era la mia prima edizione e gli chiesi di esserci: “Bjorn, non posso presentarmi senza di te, dai...”, gli dissi durante il torneo di Roma. Lui sorrise, era un sì. Così Palermo ebbe il re dei re, fresco vincitore di Roland Garros e Wimbledon. Bjorn fu raggiunto a Villa Igiea da Mariana Simionescu e chiese solo privacy e tranquillità. 

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"Ai tennisti poi, piacevano da matti le arancine e le gite a Mondello". A Palermo giocò anche un certo Nadal. "Credo di aver sempre capito un secondo prima degli altri chi sarebbe diventato un top player. Anche con Rafael Nadal andò così. Gli offrii una wild card quando, ragazzino, era solo una promessa. Ma Rafa si infortunò in un piccolo torneo in Francia e io mi infuriai con il suo manager, tra l’altro un mio allievo, l’ex giocatore Carlos Costa. Arrivai a togliergli il saluto per sei mesi. Ma l’anno successivo, il 2004, lo zio di Rafa, Toni, una gran persona e il “pentito”Costa mi promisero che in settembre il futuro vincitore di 10 Slam avrebbe giocato a Palermo. Detto, fatto”.

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