Mirri vola a Milano per trattare con Preziosi, spunta il palermitano Macaione

Nelle prossime ore l’imprenditore palermitano proverà a comprendere meglio quale siano le reali intenzioni del presidente del Genoa. No a Follieri, in pressing anche Ferrero. E si affaccia alla finestra l’amministratore delegato di Main Capital

Enrico Preziosi

Dario Mirri vola a Milano per incontrare l’entourage di Preziosi. Nel frattempo il direttore generale della Damir sarebbe stato contattato anche da Raffaello Follieri: timido approccio dell’imprenditore pugliese, ancora una volta però senza alcun esito positivo. Mirri infatti gli avrebbe risposto ciò che in fondo non si è mai stancato di ribadire a gran voce a chiunque: basta parole, servono i fatti. E senza una comunicazione di una banca che certifichi una certa disponibilità economica non si va assolutamente da nessuna parte.

Resta alla finestra invece il 38enne palermitano Vincenzo Macaione. Il compito dell’amministratore delegato di Main Capital con un’esperienza bancaria internazionale di grande rilievo sarebbe prettamente quello di coinvolgere persone di spicco, ma al momento restano solamente una valanga di dubbi. In pressing anche Ferrero. 

Prezio-sì: Dario Mirri cerca l’intesa 

Ore cruciali dunque in casa Palermo. Ancora dieci giorni di prelazione per Dario Mirri, perché poi, in un modo o nell’altro, si tornerà al punto d’origine: il 15 marzo infatti scadrà l’opzione d’acquisto delle quote societarie in favore della famiglia Mirri e l’incubo stipendi torna ad alleggiare prepotentemente su viale del Fante. E’ corsa contro il tempo dunque e la partita più importante per il futuro del club rosanero si disputerà lontano da Palermo. Perché dopo il blitz di settimana scorsa, Dario Mirri è pronto a partire nuovamente alla volta di Milano per incontrare il braccio destro di Enrico Preziosi. O al massimo il suo entourage. Non è affatto un mistero infatti che l’attuale patron del Genoa sia seriamente - e concretamente -  interessato al Palermo, ma fra il dire e il fare c’è di mezzo il mare.

Nei prossimi due giorni l’imprenditore palermitano proverà a comprendere meglio quale siano le reali intenzioni del fondatore di Giochi Preziosi. Al fianco di Mirri restano sia il presidente di Lega Serie A, Gaetano Miccichè che Rinaldo Sagramola. Due figure che seppure in ruoli diversi stanno dando una grande mano all’imprenditore per individuare, oltre a Preziosi – qualche altra figura che operi già nel mondo del calcio. L’idea infatti è quella di mettere in piedi un fondo, una vera e propria cordata, manovrata senza ombra di dubbio da Enrico Preziosi. E in un momento così delicato soltanto qualcuno che ha già avuto a fare con un ambiente caldo come quello del pallone potrebbe essere disposto a immettere del capitale in una società scricchiolante a causa dei tanti debiti accumulati col tempo. Timido tentativo di Massimo Ferrero, non è escluso un incontro con Mirri nelle prossime ore.

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“No” a Follieri. Macaione studia la situazione, Ferrero ci pensa

Fuori un altro. Per l’ennesima volta dunque Follieri si è visto costretto a rinunciare al sogno di sedersi sulla poltrona più alta del Palermo. Il tempo stringe, Dario Mirri lo sa. Quello che chiede è semplicemente che chiunque bussi alla sua porta lo faccia con una lettera di una banca primaria che certifichi la disponibilità economica certa e garantita. Perché mai come adesso a parlare non devono essere le “chiacchiere” o le parole, ma solo e soltanto i fatti. E i fatti fanno rima con soldi. Money che il patron della Sampdoria, Massimo Ferrero potrebbe avere (e di conseguenza investirli nel Palermo) soltanto in caso di vendita del club blucerchiato. Tempistiche troppo lunghe, che di certo non conciliano con quelle che tengono invece con il fiato sospeso il Palermo.  Così il piano B di cui prima apertamente e poi più timidamente ha parlato Foschi nei giorni scorsi sembra condurre al nome e al volto di Vincenzo Macaione. Trentotto anni, palermitano, Macaione e con un’esperienza bancaria internazionale che lo ha portato tra le varie cose ad incarichi di prestigio come l’ingresso nel Consiglio per le relazioni Italia-Usa. E' stato amministratore delegato dell’istituto Primus Capital (fallito lo scorso 15 novembre) ed è dirigente di Management & Partners Srl. 

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