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I tifosi: “Vogliamo la radiazione di Miccoli per la frase su Falcone”

Nasce un gruppo su facebook che in poche ore ha registrato centinaia di iscritti. Dura la reazione di Zamparini: "Sono sconcertato". L'ex pm Ingroia: "Evidentemente Miccoli ha il cervello nei piedi e non nella testa". E risale a galla l'antico "legame" tra calcio e mafia

Quasi 350 adesioni per il gruppo, appena nato su Facebook, dal nome eloquente: “Vogliamo la radiazione di Miccoli per la frase su Falcone”. La pagina sul social network è nata poco dopo la notizia pubblicata oggi sulla frase che sarebbe stata pronunciata dal (quasi) ex bomber del Palermo, Fabrizio Miccoli, durante una intercettazione: "Quel fango di Falcone”.

In tanti hanno già espresso apprezzamento per il gruppo. Su Facebook fioccano le proteste. E qualcuno chiede che il Palermo "prenda le distanze" dall'ex giocatore rosanero. Sono molti i politici che hanno duramente condannato la frase del bomber (“Evidentemente Miccoli ha il cervello nei piedi e non nella testa”, ha detto l’ex pm di Palermo Antonio Ingroia). Maurizio Zamparini invece l’ha presa così: “Mamma mia, sono sconcertato – ha detto ad “Antenna Sicilia” - ma bisogna vedere esattamente cosa ha detto. Mi rende sconcertato anche che i giornalisti sappiano delle intercettazioni che devono essere un segreto”. Anche il sindaco Orlando non le ha mandate a dire: "Non è degno di rappresentare la città"

Personaggi loschi, tipi ambigui. Le strane amicizie di Miccoli riportano a galla un antico problema. Il capitano del Palermo ha praticamente chiuso l’avventura in Sicilia, e l’ultima spallata è arrivata dalle sue strane frequentazioni. Stessa cosa accadde qualche anno fa con Rino Foschi, ex direttore sportivo rosanero. Zamparini lo silurò, poco dopo averlo ripreso in alcune occasioni, dicendogli di "non fare cattive frequentazioni". Il riferimento era al vecchio responsabile tecnico del settore giovanile della squadra rosanero, Giovanni Pecoraro, all’avvocato Marcello Trapani, che è anche procuratore di alcuni calciatori, entrambi arrestati perché accusati di mafia, e a "Totuccio" Milano, già condannato perché ritenuto vicino ai boss mafiosi Lo Piccolo.

Calcio e mafia, vecchie storie. Mafiosi e capi tifosi andavano a braccetto allo stadio, per spartirsi i biglietti omaggio della società. Perfino un vertice fra i boss di Porta Nuova Nicola Ingarao e Salvatore Milano, Rino Foschi, Giovanni Pecoraro e e due capi tifosi. Un incontro, impreziosito anche dalla “spartizione dei dolcini” che risale al 2007. Roba vecchia? Ieri nella conferenza stampa di presentazione di Gattuso, in mezzo ai giornalisti, c’era anche un capo ultras. Nessun taccuino in mano. A un certo punto si è appartato con Giorgio Perinetti. Venti minuti di colloquio fitto. Toni pacati ma decisi. E quel monito, strano, del dirigente: “Non fatelo incazzare…”.

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