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Mazzotta e l'"Acchianata" dalla Santuzza: "Sogno di portare il Palermo dove merita"

E’ lui il protagonista della rubrica Palermo Football Tour, nella tappa che si è svolta nella splendida cornice del Santuario di Santa Rosalia: "Arrivare fin qui su è un'esperienza meravigliosa. Siamo un gran gruppo e nello spogliatoio a volte parliamo in dialetto..."

Antonio Mazzotta, 29 anni, davanti al santuario di Santa Rosalia

“Sto sognando a occhi aperti, palermitani popolo unico. Farò di tutto per portare il più in alto possibile questi colori”. Un sogno rigorosamente a tinte rosanero: è questo quello che sta vivendo il palermitano Antonio Mazzotta: nato e cresciuto a Palermo, dopo aver trascorso gli ultimi nove anni in giro per l’Italia, il terzino 29enne ha finalmente potuto coronare il suo sogno: tornare a indossare la maglia rosa. E’ lui il protagonista della rubrica Palermo Football Tour. Tappa che si è svolta nella splendida cornice del Santuario di Santa Rosalia. 

Dall’“acchianata” allla "salita" che attende il Palermo da due stagioni: dalla Serie B alla A. Un percorso lungo ma affascinante che adesso Mazzotta potrà finalmente vivere da protagonista. “Sono salito a piedi fino in cima – dice al sito ufficiale - quando ancora ero un po’ più piccolo. E' una bella salita, oltre che una meravigliosa esperienza. Mi è rimasta molto impressa. Quando giocavo per altre squadre, prima di partire per il ritiro venivo sempre qui a pregare. Ogni volta che andavo via da questa città lasciavo un pezzo di cuore. Noi palermitani siamo molto legati alla nostra terra, ai nostri parenti e anche ai nostri amici. Non era facile lasciare Palermo. Il mio sogno adesso è quello di portare questa squadra dove più merita. Sappiamo che la strada non sarà semplice ma faremo di tutto per regalare questa gioia ai nostri tifosi. Lo meritano e noi stiamo lavorando duramente per far si che tutto questo possa realizzarsi”.

Un più che gradito ritorno alle origini dunque per il terzino palermitano. C’è voluto del tempo, ma alla fine ne è valsa la pena. “Da piccolo – confessa - sono cresciuto nel quartiere di Falsomiele. E' lì che ho iniziato a dare i primi calci a un pallone. Questi ricordi per me significano tanto. Il palermitano è unico nel senso d’appartenenza che nutre verso la sua terra. Siamo un popolo vero. Palermo per me è davvero tutto.  Il rapporto con la città è ottimo: mi piace viverla intensamente, girarla con molta frequenza e soprattutto godermela. La presenza di altri miei concittadini in squadra è molto importante. Si sta creando un gran gruppo e negli spogliatoi – confessa – capita anche che parliamo in dialetto. Per me è un qualcosa di nuovo è d’insolito: tutto questo è semplicemente meraviglioso”.

Mazzotta ha poi ripercorso le tappe fondamentali della sua carriera: una su tutte la famosa amichevole giocata contro il Palermo. Novanta minuti che gli hanno decisamente cambiato la vita. “Giocavo per un’altra squadra - ricorda - la svolta è arrivata durante un’amichevole contro il Palermo. Dopo quella partita infatti fui chiamato per fare un provino e dopo poco tempo approdai nel settore giovanile. Ho tanti bei ricordi, come ad esempio lo scudetto vinto con la Primavera. Penso che sia per me che per i miei ex compagni avrà sempre un valore inestimabile: eravamo tutti palermitani e poi resta uno dei pochi titoli vinti dal settore giovanile. Poi sono dovuto andare via, ma quando ho saputo che c’era la possibilità di tornare ho provato qualcosa d’indescrivibile. Ho subito condiviso questa gioia con la mia famiglia. Adesso – conclude – ho potuto coronare il mio sogno. Tornare a casa dopo nove ben nove anni”.  
 

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