Martedì, 15 Giugno 2021
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Maratona e solidarietà: Palermo partecipa al “Run for Parkinson’s” 2013

Domenica prossima, a partire dalle 9.30, con raduno a piazza Castelnuovo, prenderà il via la quarta edizione della manifestazione benefica che contemporaneamente si correrà nelle piazze di tutto il mondo

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di PalermoToday

«Cammina, marcia, corri: vieni con noi». Uno slogan deciso, volto ad un coinvolgimento necessario per diffondere la conoscenza di una malattia, il parkinson, di cui spesso si sa troppo poco.

La mancanza d’informazione genera pregiudizi e confusione, muri apparentemente invalicabili. Con l’intento di abbattere questi muri mediatici domenica prossima 21 aprile, a partire dalle 9.30, con raduno a Piazza Castelnuovo, anche a Palermo prenderà il via la quarta edizione di “Run for parkinson’s”, la maratona benefica che contemporaneamente si correrà nelle piazze di tutto il mondo. Complessivamente, nel globo, verranno percorsi 300 mila chilometri. I protagonisti di questa marcia sono persone affette da parkinson.

Non è un controsenso, né un miracolo, come spiega la neurologa Marina Rizzo, punto di riferimento per l’Apis (Azione parkinson in Sicilia), associazione che sopravvive in condizioni di precarietà autofinanziandosi con i tesseramenti di volontari e sostenitori, senza ricevere alcun contributo pubblico. «A differenza di altre malattie – spiega la dottoressa Rizzo – la persona affetta da parkinson ha una capacità riabilitativa importante. È una malattia che ha una natura organica che poi sfocia in ricadute psicologiche. Basta riequilibrare una sostanza che il cervello non produce più, la dopamina, per riaccendere la creatività e in parte anche la mobilità di questi soggetti, che possono svolgere una vita praticamente normale, al punto tale da partecipare a una maratona».

Tra mille difficoltà l’Apis svolge le sue attività in due stanze presso il presidio ospedaliero “Enrico Albanese”, con vista sul mare dell’Arenella. Eppure sull’associazione grava come un macigno il rischio di sfratto che costringerebbe l’Apis a dovere cercare locali chissà dove.

Eppure quelle stanze sono fondamentali per tutte le attività che svolgono gli associati. Mentre parliamo con la dottoressa Rizzo dalla stanza a fianco si sente musica. La logopedia corale, per esempio, è soltanto una delle attività che si svolgono nella sede operativa dell’Apis. Sono previsti gruppi di sostegno sia per i pazienti che per i familiari guidati da una psicologa, come i momenti di svago, dai tornei di burraco alla danza-movimento terapia. Tutti antidoti contro un nemico unico, di certo non imbattibile.

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