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Tzorvas, il portiere intellettuale bocciato più in campo che in italiano

L'estremo difensore greco contro i viola escluso per la prima volta dai titolari. Mangia ha sottolineato i problemi di comunicazione con il reparto difensivo, ma l'ellenico non piace al Mister soprattutto per motivi tecnici

Copri, accorcia, chiudi, scala, lascia, mia. Il dizionario di un portiere di calcio non è un volume sterminato di vocaboli. E ad Alexandros Tzorvas tutto si può rimproverare ma non di certo che sia un ragazzo dal comprendonio limitato, anzi. Basta fare un salto indietro di tre mesi. Ventisette agosto, l’estremo difensore ellenico preso dal Panathinaikos per volontà di Zamparini si presenta così: “La Sicilia? Spesso è capitata nelle mie letture, è molto simile al Peloponneso, una terra di grande cultura e storia. L’italiano? Adoro questa lingua, l’ho studiata cinque anni fa, ci metterò poco ad impararla”.

Letture, studio di lingue straniere, attività inconsuete per un calciatore, tant’è che Tzorvas ha conquistato la stampa più per la sua aria (ma non solo aria) da intellettuale che per le prestazioni. Devis Mangia ieri lo ha tenuto per la prima volta in panchina preferendogli l’italiano Benussi e ha spiegato così la decisione a fine partita: “Abbiamo avuto problemi di comunicazione tra le linee nelle situazioni di non possesso. Ho preferito fare questa scelta, con Benussi c'è una collaborazione più diretta tra portiere e reparto. Con Tzorvas ci sono problemi nel chiamarsi, nel sistemare le cose nell'area di rigore e nell'immediato ho fatto questa scelta”. Tutto è possibile, ma ci pare difficile che uno con la testa di Tzorvas abbia difficoltà a imparare quella decina di parole che servono a farsi capire dai compagni.

Piuttosto quella di Mangia sembra una pura scelta tecnica. Tzorvas esce poco (vedi il gol di Pepe) e tra i pali non ha dimostrato di essere un fenomeno (vedi il gol di Denis). Lo ha ammesso anche lo stesso estremo difensore: “In Grecia la scuola dei portieri è diversa, devo lavorare molto per migliorare”. Un aspetto sottolineato anche dal preparatore dei portieri del Palermo, Mauro Bacchin. “Tzorvas ha le qualità individuali, gli manca un po’ di tecnica”. Il club rosanero non ha speso molto per il greco (poco meno di un milione), ma gli ha offerto un contratto biennale con opzione per altre due stagioni. I tifosi sperano che non diventi un nuovo Rubinho. Arrivato dal Genoa nel 2009, con tutte le credenziali del caso e con la firma su un contratto quadriennale, è ora il quarto portiere del Palermo.



 

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