Sorpreso con un fumogeno (che prova a nascondere): Daspo per tifoso del Palermo

Per i prossimi due anni non potrà più entrare negli stadi italiani. I fatti fanno riferimento all'incontro tra Licata e i rosanero che si è disputato lo scorso 23 febbraio allo stadio comunale Liotta

Licata-Palermo al Liotta

E' stato trovato in possesso di un fumogeno che aveva tentato - ma invano - di nascondere. Il questore di Agrigento Rosa Maria Iraci ha firmato il Daspo a carico di un tifoso del Palermo di 33 anni (P.S. le sue iniziali). I fatti fanno riferimento all'incontro tra Licata e i rosanero che si è disputato lo scorso 23 febbraio allo stadio comunale Liotta.

"Durante le fasi di filtraggio nel settore ospiti - hanno spiegato le forze dell'ordine - l'attezione dei poliziotti è stata attirata da un uomo che, alla vista degli agenti, avrebbe cercato di allontanarsi mescolandosi ai numerosi tifosi del Palermo. Grazie alla sinergia del personale del commissariato di polizia di Licata, della Digos di Palermo e della Digos di Agrigento, il tifoso rosanero è stato ripreso fotograficamente ed identificato. Il 33enne palermitano è stato - hanno ricostruito dalla Questura di Agrigento - trovato dai poliziotti del commissariato di Licata in possesso di un fumogeno che aveva invano tentato di nascondere". 

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La normativa sul Daspo sanziona anche il semplice possesso o uso di fumogeni, fuochi artificiali e petardi, in contesti di aggregazione quali le manifestazioni sportive negli stadi, perché mette a rischio l'ordine e la sicurezza pubblica. Per i prossimi due anni, al 33enne palermitano sarà vietato - su tutto il territorio nazionale - l'accesso ai luoghi dove si svolgono manifestazioni delle squadre di calcio organizzate dalla Figc, dalla Lega nazionale professionisti serie A, dalla Uefa, dalla Fifa, dalla Lega professionisti nazionale serie B, dalla Lega Pro e dalla Lega nazionale dilettanti e nell'ambito di tutte le attività previste dalle Federazioni calcistiche sportive e dagli enti o organizzazioni riconosciuti dal Coni. Il provvedimento, firmato nelle ultime ore dal questore di Agrigento, è stato redatto dalla divisione Anticrimine – ufficio Misure di prevenzione personali della Questura.

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