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Krause, da Alia al Parma passando per gli Usa: "Io e mia moglie ci siamo fidanzati a Palermo"

Il numero uno del club ducale si racconta in esclusiva a Dazn, in una lunga intervista con Diletta Leotta: "Sono italoamericano. Il cognome di mia madre Nancy è Gentile, la mia famiglia ha origini siciliane"

"Io e mia moglie veniamo da Palermo, da Alia, un piccolo paese nel palermitano". Il numero uno del Parma Kyle Krause si racconta in esclusiva a Dazn, in una lunga intervista con Diletta Leotta. ‘Professione Presidente’, questo il titolo della puntata già online, che fa un giro a 360 gradi sul nuovo proprietario del club e sul Parma, percorrendo i centri più significativi della città. Tra i selfie che i tifosi scattano con il presidente, i luoghi iconici del centro e la visione di Krause. "Non so - ha detto - se sono in grado di svolgere il ruolo di presidente, per il momento c’è divertimento, mi piace. E’ un sogno che diventa realtà, possedere una squadra di calcio, vivere la Serie A, stare poi in una città come Parma è fantastico. E’ esaltante, c’è tanto lavoro da fare anche perché è accaduto tutto così in fretta”

“Amo molto l’Italia, sono italo-americano, anche se il mio cognome non sembra italiano. Il cognome di mia madre Nancy è Gentile, la mia famiglia ha origini siciliane. Veniamo da Palermo, da Alia, un piccolo paese nel palermitano. La mia bisnonna era di Palermo, mentre il mio bisnonno di Alia. Io e mia moglie ci siamo fidanzati a Palermo e ci siamo sposati a Positano. Mia mamma è italiana, le mie passioni sono sempre state italiane. Mi piace la gente, il vino italiano, il calcio".

"Fede, onore e amicizia sono i valori più importanti della vita – dice il presidente -.  Non sono cresciuto a Parma, così quando si è aperta la possibilità di acquistare un club di Serie A ho scelto il Parma e quindi per me è stata una scelta forte. La gente è fantastica, ci sono architettura, arte e teatri meravigliosi. Il Duomo è bellissimo. Cammini per strada e incontri tante belle persone. Mangio due volte al giorno parmigiano-reggiano. A pranzo e a cena. Non sono qua così spesso, quando ci sono cerco di assaporare ogni momento. Parma è una zona fantastica per il cibo, le persone sono amichevoli, è una città a misura d’uomo, ha una misura giusta per sentirsi parte di una città per avere tifosi appassionati. Tutti tifano il Parma, non ci sono divisioni e poi ci si fa rapire dalla bellezza, si sente la storia qui. E’ una città perfetta per andare a piedi e da percorrere in bici".

Cosa che in Iowa e nell’America più in generale non puoi fare. Krause è cresciuto in una città piccola, forse ancora più di Parma, al calcio ci ha pensato tardi. “Sono cresciuto in una piccolissima città, nel mezzo degli Stati Uniti, mi sono appassionato al calcio quando i miei figli hanno cominciato a giocare. E da adulto ho cominciato anche io, non bene a dire la verità (ride ndc). Il calcio è entrato tardi nella mia vita. Grazie ai miei figli, che praticavano anche i più classici sport americani. Mi sono reso conto che questo sport mi piaceva davvero, ho iniziato a seguire i Mondiali e a vedere le partite quando potevo in Europa e in America. Io devo imparare molto, ma nella cultura americana ho notato che hanno posto una grande attenzione attorno agli eventi. L’NBA è forse l’esempio migliore, a partire dallo stadio e da tutto ciò che gira attorno, sono riusciti a sviluppare un’esperienza di tifo più appagante per il tifoso e credo si possa fare lo stesso in Serie A. La maggior parte degli stadi non è invitante per vivere questa esperienza, perché se si vuole allargare alla famiglia bisogna sviluppare l’esperienza del tifoso e aprirsi. Andando oltre quella che è la visione di oggi".

Il resto dell'intervista su ParmaToday

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