Dybala è ancora "u picciriddu": "Palermo, ti amo ma devo batterti"

L'ex rosanero racconta ai microfoni di Sky l'affetto che lo lega alla città: "Sento ancora i miei ex compagni, i magazzinieri, il fisioterapista e tante altre persone. Ma ora sono bianconero e devo far di tutto per vincere, però se segno non esulto"

Paulo Dybala

“Giocare contro il Palermo è sempre una grande emozione. In Sicilia ho vissuto tre anni fantastici”. Sono passati ormai cinque anni da quando il presidente Zamparini osò dichiarare che il giocatore argentino sarebbe diventato uno dei più forti giocatori in Europa. Barcellona, Real Madrid e tutti i top club europei, adesso, sono pronti a fare follie per la “Joya”, tanto da spingere il club bianconero a rinnovare il contratto dell’attaccante 23enne con un adeguamento economico da top player. Ebbene sì, Zamparini aveva ragione.

Venerdì sera “u picciriddu” (come veniva affettuosamente chiamato a Palermo) giocherà contro il suo passato recente e nonostante il grande legame con che lo lega ai colori rosanero, Dybala non sembra ssolutamente intenzionato a fare sconti. “Affrontare i rosanero – spiega il giocatore argentino ai microfoni di Sky - per me non è mai facile, ma ora difendo i colori bianconeri e devo fare di tutto per vincere. Se dovessi fare gol, non esulterei per rispetto ai miei compagni, ai tifosi e a tutta la gente che conosco a Palermo". Da quando è approdato alla Juventus, Paulo Dybala ha sempre dimostrato di essere un ragazzo serio e disponibile. La mancata stretta di mano con Allegri, ormai, è acqua passata.

“E' tutto chiarito con il mister – spiega l’ex rosanero -, a Reggio Emilia è stato un mio errore, che non succederà mai più. Ho imparato che quelle cose non servono, che fanno male e quindi è stato tutto risolto dentro lo spogliatoio". Meno gol segnati rispetto alla passata stagione, ma nessun caso, anche perché l’attaccante argentino in campo ha sempre fatto la differenza riuscendo il più delle volte a fare segnare i propri compagni. "Il gol manca un po' - ammette -, ma ho avuto anche un po' di sfortuna, col salvataggio sulla linea a Crotone, o il palo contro l'Inter: magari non ho trovato la rete ma sono tranquillo perchè sento che sto giocando bene, che sto giocando per la squadra e che sto facendo quello che mi chiede il mister".

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Chissà che il gol non arrivi proprio contro il Palermo. Una città che difficilmente potrà dimenticare uno dei giocatori più promettenti passati in Sicilia. Novantatrè presenze con la maglia del Palermo impreziosite da ventuno reti. Una promozione dalla serie B alla serie A e tante giocate da fuoriclasse e gol da cineteca. “Sento ancora i miei ex compagni, i magazzinieri, il fisioterapista e tante persone di Palermo. La gente - confessa - quando mi incontra, mi chiama ancora 'picciriddu'. L’amore che provo per questa città non potrà mai essere messo in discussione”.

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