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Beppe Bergomi

Beppe Bergomi

Bergomi, Zio d'America: "Il Palermo si rialzerà, abituiamoci ai padroni stranieri"

Così l'ex bandiera dell'Inter (intervistata da PalermoToday) sugli scossoni societari in casa rosanero: "Zamparini è stato un presidente positivo, ha insegnato tanto al calcio italiano"

Bologna, Roma e da oggi anche Palermo. La Serie A continua ad essere sempre più a stelle e strisce. La giornata di ieri, nel bene e nel male, verrà ricordata dai tifosi rosanero negli anni a venire. Dopo quindici anni Maurizio Zamparini ha deciso di farsi da parte. Arrivato come salvatore della patria, l’imprenditore friulano, rischia di essere ricordato come il “Nerone” di turno, abile a costruire e bruciare un impero. Beppe Bergomi, ex bandiera dell'Inter e storica seconda voce di Sky Sport ha parlato a PalermoToday della questione Zamparini. “L’ho conosciuto – racconta -  quando era ancora presidente del Venezia e la sua politica è stata sempre la stessa".

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"A mio avviso – dice lo Zio – il suo operato può essere valutato soltanto positivamente. Soldi nel calcio ne ha investiti e tanti anche. È sempre riuscito a portare le sue squadre ad alti livelli anche se – aggiunge – so perfettamente che negli occhi dei tifosi rimangono quasi sempre le ultime annate, dimenticandosi di tutto il resto. Penso sia stato un presidente positivo e importante per il calcio italiano”. Importante in Italia, ma anche in Europa”.

Tutte le squadre più blasonate hanno almeno una volta bussato alla porta del Palermo. Amauri, Cavani, Pastore e Dybala, sono soltanto alcuni dei tanti talenti scoperti e successivamente lanciati all’olimpo del calcio. “Da questo punto di vista ha insegnato tanto al calcio italiano – dice Bergomi - è questa la politica giusta che ha permesso a squadre come il Palermo di lottare negli anni per obiettivi importanti. Zamparini è stato bravo ad affidarsi a collaboratori validi e insieme a loro è riuscito quasi sempre a capire l’attitudine di determinati giocatori. Ragazzi che oggi fanno le fortune dei migliori club europei”. Ultimo in ordine di tempo, Paulo Dybala, arrivato a Palermo in punta di piedi dopo l’addio del “Flaco” Pastore. “Se dovessi scegliere uno fra tutti i talenti passati per la Sicilia, direi sicuramente Dybala. L’attaccante della Juve farà meglio di tutti, ha una qualità unica e ha anche una personalità spiccata”.

E chissà che con la nuova presidenza anglo-americana, i tifosi del Palermo non possano iniziare a sperare che i nuovi “Dybala” vengano in Sicilia per restarci. “Dobbiamo iniziare ad abituarci a vedere sempre più società straniere. Bisognerà capire quali saranno le reali intenzioni della società americana. Spero che possano aiutare il Palermo a riprendersi le posizioni che più gli competono, non certo gli ultimi posti. Questa città – conclude - merita palcoscenici migliori”.

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