Il calcio nel pallone: caos Serie A, Gaetano Miccichè rassegna le dimissioni

Il palermitano era alla presidenza della Lega dal 19 marzo 2018. Nell'ottobre scorso la Procura della Federcalcio aveva aperto un'indagine sulla regolarità del voto dell'assemblea di Lega guidata dall'allora commissario Malagò

Il presidente della Lega di serie A Gaetano Micciché - foto Ansa

L'annuncio è arrivato ieri dopo le indiscrezioni relative alla chiusura dell'istruttoria sulla sua elezione alla guida della Lega Serie A: il numero uno del calcio tricolore Gaetano Miccichè, palermitano, si è dimesso prima della pubblicazione del contenuto dell'istruttoria della Procura federale.

''Desidero annunciare, con questa dichiarazione, le mie immediate dimissioni dalla carica di Presidente della Lega di serie A. Le indiscrezioni apparse sui giornali relative alla chiusura dell'istruttoria sulla mia nomina avvenuta 20 mesi fa e al suo possibile esito sono inaccettabili e mi impongono questa decisione''.

Molti i sassolini nelle scarpe che l'ormai ex presidente della Lega Serie A si è voluto togliere. "Ho trovato una Lega commissariata, completamente disorganizzata e che non aveva nemmeno la parvenza di una realtà efficiente - sottolinea Miccichè - abbiamo realizzato una serie numerosa di iniziative che andavano nella giusta direzione".

"Introduzione di nuovi criteri di rispetto di comportamenti e regole con l'obiettivo di operare nella ricerca dell'interesse generale; gestione della crisi relativa ai diritti 2018/2021 assegnati a Mediapro, rilevatasi inadempiente contrattuale e conseguente decisione di risoluzione del contratto; nuovo bando di gara, in prossimità dell'inizio del campionato, con eccellenti risultati ed offerte molto superiori a quelle precedentemente ricevute ed arrivo di nuovo operatore Dazn che oggi comunque rende più competitivo il mercato; analisi, gestione e spesso risoluzione di numerosi contenziosi del passato; ripristino di una corretta governance della Lega con l'elezione dei consiglieri, dei consiglieri federali e del collegio dei revisori; nomina dell'Amministratore Delegato, dopo diversi mesi di stallo ed incertezze e nonostante le difficoltà derivanti da uno statuto che non consente di operare compiutamente secondo regole di normale corporate governance;  negli ultimi 16 mesi il consiglio si è riunito 22 volte (una volta ogni due/tre settimane) per esaminare e discutere di ogni accadimento gestionale".

Micciché rivendica altresì l'aver dotato la Lega Serie A di un "dettagliato piano industriale, regolarmente approvato e che contiene le linee guida ed i budget per i prossimi anni; si è dato corso a tutta una serie di iniziative concrete nei confronti della pirateria, con importanti seppur ancora parziali successi".

"In poche parole, ho lavorato in questi mesi alla trasformazione del calcio, aggiungendo ai valori agonistici e sportivi, quelli di credibilità societaria, economica e prospettica. Ciò è indispensabile e propedeutico per l'arrivo di nuovi seri investitori, nuove grandi corporation in qualità di sponsor, nuova credibilità nei mercati finanziari. Una trasformazione che ha anche l'obiettivo fondamentale di avvicinare le famiglie e gli appassionati al mondo del calcio e dello sport in generale".

Lunedì Miccichè – in un appuntamento decisivo nella partita dei diritti tv - potrebbe comunque presentarsi al cospetto dell’Assemblea: qualcuno proverà di nuovo a convincerlo, ma con quali esiti? Un’eventuale votazione all’unanimità potrebbe convincerlo a restare? In caso contrario, lo Statuto della Lega prevede cge sia il vice presidente a gestire la situazione fino a nuove elezioni. Ma il problema è che un vice presidente non c’è e, teoricamente, andrebbe eletto, tra i consiglieri non indipendenti, sempre come prevede lo Statuto. Dunque, uno tra Alessandro Antonello, Stefano Campoccia, Luca Percassi e Paolo Scaroni. Il presidente della Figc Gabriele Gravina aspetta l’evoluzione degli eventi, pronto nel caso anche a nominare un commissario.

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fonte: Today.it

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