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L'esultanza rosa dopo il momentaneo 1-1

L'esultanza rosa dopo il momentaneo 1-1

Fiorentina-Palermo 2-1, Babacar fa crollare i rosa all'ultimo respiro: cronaca e pagelle

I viola scappano nel primo tempo con un rigore di Bernardeschi, poi Jajalo rimette a posto le cose con una perfetta punizione. Al 93' l'attaccante segna in mischia e fa esplodere il Franchi

Corini, Palermo, Firenze. Mai banali. Dieci anni fa, con il Genio in campo, fu un blitz da leggenda con quel famoso 3-2 griffato da Amauri in fondo a una partita folle. E siccome il destino si diverte a disegnare parabole strane, adesso la realtà si capovolge e regala ai viola un insperato 2-1, all'ultimo assalto, con un colpo di testa in mischia di Babacar. Ottava sconfitta di fila per il Palermo ed ennesima beffa in zona Cesarini. Una striscia da record nata dalla sassata di Bruno Fernandes al 96', quando i rosa stavano scalando la classifica verso la zona tranquillità. Palermo sfortunato, il risultato più giusto era il pareggio. 

Corini debutta a Firenze lì dove il "suo" Palermo costruì uno dei capolavori più memorabili. Ieri il capitano era il Genio, oggi è Morganella. Basta questo per rendere l'idea. Al Franchi i rosa si presentano con un prudentissimo 3-5-1-1: la novità è Pezzella nel terzetto di difesa, Morganella e Aleesami spingono sulle fasce, centrocampo roccioso con Jajalo vertice basso e Hiljemark e Chochev interni. Quaison gioca dietro Nestorovski, con licenza di svariare. Insomma, sembra il Palermo di Ballardini visto a San Siro a fine agosto.

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Sousa invece fa l'esatto opposto del collega e schiera una Fiorentina ultra-sbilanciata con 5 giocatori offensivi e Borja Valero-Vecino in mezzo al campo. Il Palermo - abbottonato sin dai primi minuti - si fa vedere subito dalle parti di Tatarusanu, e per poco Quaison non inguaia Sousa. Tomovic lo atterra quando sta arrivando in porta: contatto più che dubbio, Giacomelli lo perdona. La Fiorentina è un diesel. Parte piano, poi ingrana. La Viola viaggia sulle accelerazioni di Tello da una parte e Bernardeschi dall'altra, mentre Cionek accorcia su Kalinic fino alla trequarti, e Babacar e Ilicic non trovano mai lo spunto giusto. 

Nella prima mezz'ora il Palermo non sbanda mai tranne sugli sviluppi di un corner al minuto 11: traversone di Vecino dalla sinistra, Kalinic si tuffa e insacca. L'arbitro fischia un fuorigioco che non c'è. La Fiore passa dopo la mezz'ora, quando un rimpallo favorisce Tello, che dal limite calcia e trova il braccio di Aleesami. Il rigore è trasformato da Bernardeschi. Da qui alla fine del tempo è un monologo viola. In dieci minuti piovono occasioni da gol. Posavec pasticcia su un tiro innocuo e regala a Babacar il 2-0, ma Giacomelli annulla (sbagliando) per un presunto contatto falloso. Il portiere rosa poi fa il fenomeno su una sassata di Babacar e su un colpo di testa di Vecino. Sembra incredibile ma alla fine dei primi 45 minuti il Palermo barcolla come un pugile suonato, ma è ancora in piedi. E come spiegano gli antichi maestri del pallone, gol sbagliato "chiama" un gol subìto. 

Passano appena 4 minuti dall'inizio della ripresa e Tomovic stende Quaison a 25 metri dalla porta. La pennellata di Jajalo è una perla: Tatarusanu è beffato sul palo più lontano. Il Palermo lievita a poco a poco e per poco Quaison - che da queste parti una volta fece doppietta - non trova il gol della domenica con un tiro al volo da lontano che si spegne sopra la traversa. I rosa prendono coraggio, mentre la Fiorentina attacca con giocate quasi casuali e spesso prevedibili, incartandosi sul più bello. Corini costringe Sousa a cambiare spartito: dentro Badelj prima, Zarate e Chiesa dopo. La difesa del Palermo, guidata da Andelkovic, non corre pericoli. Anche perché i rosa non regalano spazi, e sulle fasce Aleesami e Rispoli, entrato nel frattempo al posto di Morganella, fanno buona guardia. Anzi, il Palermo si propone e Nestorovski per poco non piazza la zampata. Per blindare il pareggio, Corini fa entrare Gazzi negli ultimi minuti. Ma non fa i conti con Babacar, che prima del fischio finale raccoglie un cross di Zarate e di testa piega Posavec. Per il Palermo è l'ottava sconfitta di fila. La più amara.

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