Giocatore si abbassa i pantaloncini davanti ad arbitro donna, è la fidanzata di Moreo

Giornata da incubo per Giulia Nicastro, 22 anni. E' successo a Mestre, in provincia di Venezia, durante un torneo Giovanissimi. Fin dal fischio d'inizio una ventina di genitori ha cominciato ad inveire verso la ragazza invitandola più volte a prostituirsi

Giulia Nicastro

Tutti uniti nell'offendere l'arbitro donna con parole e gesti sessisti. Padri e figli spettatori in tribuna, e i giocatori in campo. Il bersaglio è Giulia Nicastro, 22 anni, la fidanzata dell'attaccante del Palermo, Stefano Moreo. E' quanto successo su un campo di calcio a Mestre, in provincia di Venezia, nella sfida tra Treporti e Miranese, durante un torneo Giovanissimi. 

Fin dal fischio d'inizio della partita una ventina di genitori del Treporti ha cominciato a inveire verso l'arbitro, invitandola più volte a prostituirsi. Ma non solo: quando la 22enne ha assegnato un calcio d'angolo, uno dei ragazzini che erano in campo si è abbassato i pantaloncini e le ha rivolto una serie di insulti.

La vicenda è finita sul tavolo del giudice sportivo e alla Federcalcio, che ha fornito supporto all'arbitro donna e ha inviato al giudice regionale gli atti per provvedimenti contro il ragazzino, oppure per l'invio della documentazione alla Federcalcio nazionale.

Intanto, attraverso i canali social del Palermo, il club rosanero e la Sporting Network hanno espresso "propria solidarietà all'arbitro Giulia Nicastro, fidanzata dell'attaccante Stefano Moreo".

"L'ho designata, lei ha dato la sua disponibilità e ieri è tornata in campo a dirigere una gara del torneo internazionale di giovanissimi a Martellago. A fine partita mi ha chiamato raggiante dicendo che le è tornato il sorriso". Commenta all'AdnKronos Franco Venerando, presidente dell'Aia di Venezia.

"Quanto accaduto è grave. Un fatto che spererei non si ripetesse più perché dopo aver avuto un colloquio con l'arbitro Giulia, da associati
presenti a vedere la gara e dagli organizzatori del torneo, c'è stata la conferma del fatto. Oggi sono venuto a sapere che le invettive con l'arbitro sono iniziate con il riscaldamento solo per il fatto di esser una donna, se è questo il modo di accettare le regole, non ci siamo, è una deriva da fermarsi", prosegue il presidente.

Venerando ricostruisce l'accaduto: "Dal momento in cui dal primo minuto si è sentita offesa, e non aveva mai avuto a che fare con la squadra, qualsiasi persona sarebbe andata in difficoltà, ha avuto assistenza psicologica a metà gara dal dirigente della squadra organizzatrice perché aveva capito che le invettive fossero così forti e gratuite. Iniziare dal primo minuto significa che non ci sono nemmeno i presupposti per una protesta".

Venerando spiega anche come non sia possibile accettare episodi di questo tipo: "Non posso entrare nel merito, ma l'atteggiamento è stato inequivocabile, il gesto c'è stato, pare che anche il padre del ragazzo fosse in tribuna tra quelli che inveiva contro la ragazza, è una mancanza di rispetto alla persona, ma anche alla Figc, perché l'arbitro rappresenta la Figc". 

Per ora silenzio da parte della ventunenne: "E' giusto che non parli, la ragazza deve star tranquilla. Posso dire che ha reagito molto bene già dalla sera in cui è successo il fatto. Siamo intervenuti assistendola da subito telefonicamente e cercando di portarle un po' di aiuto psicologico. Poi il giovedì ci siamo risentiti, ho cercato di motivarla a reagire in modo più rapido possibile, catalogandolo come una brutta esperienza che però non accada più e abbiamo cercato di spronarla".

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