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Dybala in azzurro, adesso Conte ci prova: visita a Boccadifalco

Il boom dell'attaccante del Palermo, che ha il passaporto italiano, ha ingolosito il ct che domenica sarà al Barbera e spera di rinforzare il reparto, mai così in crisi. E mentre la Polonia si defila, si attendono le mosse dell'allenatore albiceleste, Tata Martino

Un anno fa stava per prendere la strada di Siena, in prestito. Adesso i toscani giocano col Poggibonsi in serie D e lui ora è finito nel mirino delle big del calcio mondiale. Strano il calcio, strana la vita: la carriera di Paulo Dybala, 21 anni, è un ascensore impazzito. Il boom nella B argentina, l'interesse delle grandi europee, l'approdo al Palermo nella stagione più disgraziata, le panchine, i fischi, la doppietta con la Samp, gli ingranaggi che si inceppano, le critiche, la retrocessione. E la solita sentenza: "Troppo leggero, non farà strada". In pochi mesi invece Dybala ha ribaltato il mondo. L'arcobaleno disegnato al Marassi è solo l'ultima perla di una galleria affrescata ormai a ritmo settimanale. La sua valutazione intanto sale, Zamparini gongola e perfino Conte adesso fa pensieri strani. Per portarlo via da Palermo ci vogliono 40 milioni (e in estate qualcosa succederà), per portarlo invece a Coverciano serve di meno.

Il ct oggi ha visto l'allenamento dei rosanero a Boccadifalco. E' a Palermo per parlare col giocatore. Una visita programmata già alla fine della scorsa estate. Nelle sue intenzioni Conte avrebbe voluto visionare da vicino i progressi di Belotti. Che però sta faticando a trovare spazio, complice l'inaspettato boom di Dybala. L'argentino ha sempre manifestato l'intenzione di vestire l'albiceleste. Ma Conte non si perde d'animo ed è convinto di toccare i tasti giusti per convincere l'argentino e farlo diventare "italiano", come successo in passato con Camoranesi (poi campione del mondo), Ledesma, Paletta e perfino Schelotto, tutti "azzurrati" dai nostri ct.

Conte intanto ha trovato una sponda nella... legge che attribuisce la cittadinanza "azzurra" a chi abbia almeno un ascendente italiano. Che in questo caso è una nonna della provincia di Napoli. Quindi, sì, Dybala è convocabile, anche perché non ha ancora giocato nell'Argentina. Conte pressa, ma Tata Martino, ct della Selecciòn, potrebbe agire d'anticipo e chiamare l'attaccante del Palermo. Tra i due litiganti il terzo non gode. Il terzo sarebbe la Polonia: sì, perché Dybala in tasca si ritrova un altro passaporto. Merito di un bisnonno, Boleslaw, nato in Slesia nel 1894 ed emigrato in Sudamerica. Ma Boniek ha fatto sapere che la Polonia non si intrometterà: "Voglio solo gente che sappia cantare il nostro inno", ha più volte ripetuto.

E Dybala che ne pensa? Nel suo timido tentennare - oltre agli indugi di Martino - si agitano le speranze di Conte. A parte qualche comprensibile (e scontato) cenno al desiderio di giocare con Messi, c'è qualche analisi più profonda da fare. L'Italia - che non è la Polonia - ha giocato le ultime partite di qualificazione con Zaza e Immobile in attacco. Balotelli si è allontanato dai radar e tutti gli altri sono scivolati nella mediocrità. La concorrenza argentina (Messi, Tevez, Aguero, Higuain, Lamela, Pastore, Di Maria, Lavezzi) potrebbe ingarbugliare ancora di più la vicenda. Tutti argomenti che Conte vomiterà sul giocatore. A partire da subito: per questo il ct ha già prenotato il posto al Barbera per fare lo spettatore in Palermo-Parma. Sognando la naturalizzazione.

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