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Boxe e doping, il pugile Benny Cannata rischia il processo

Notificato l'avviso di conclusione delle indagini al boxeur del Capo, risultato positivo all'Epitrenbolone e squalificato fino al 2020. Così ha perso il titolo di campione italiano mediomassimi. L'avvocato ha 20 giorni per presentare una memoria difensiva

Il pugile Benny Cannata rischia di essere processato per aver assunto doping. Il pm Dario Scaletta della procura palermitana ha notificato all’atleta l’avviso di conclusione delle indagini. Lo sportivo 36enne originario del Capo, che ha conquistato il titolo di campione italiano dei mediomassimi, è risultato positivo all’Epintrenbolone ed è stato prima sospeso in via cautelare, poi squalificato fino al 2 luglio 2020.

Il controllo venne disposto da Nado Italia proprio al termine del match della scorsa estate, combattuto sul ring a Villa Filippina. Il combattimento non durò molto e dopo una potente raffica di pugni il fiorentino Davide Rettori è stato mandato al tappeto al secondo round. Seduto in platea, quella sera, c’era anche il sindaco Leoluca Orlando che qualche giorno dopo ha consegnato al boxeur una tessera del “suo” mosaico.

Appena venti giorni dopo il match è arrivata la doccia gelata che potrebbe macchiare in maniera indelebile la scalata al successo del pugile del Capo che "sognava di salire sul ring del Madison Square Garden" e che, invece, adesso rischia un processo penale. Il suo avvocato, Giuseppe Sceusa, avrà venti giorni per presentare una memoria difensiva e poi toccherà al giudice per le indagini preliminare decidere sulla richiesta di rinvio a giudizio.

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