Due ragazzini palermitani sognano in grande: Atalanta e Torino fanno "shopping" al Cus

Andrea Ruffino e Salvatore Pastorella lasciano i campi di via Altofonte per tentare il salto nel calcio che conta. Il primo vola a Bergamo per uno stage, il secondo giocherà nell'under 16 del club granata. Il ds Bruno: "Sapranno farsi valere"

Andrea Ruffino

Da piccoli sognavano di diventare dei calciatori e adesso il sogno di una vita potrebbe anche diventare realtà. Salvatore Pastorella e Andrea Ruffino lasciano i campi del Cus Palermo per avvicinarsi sempre di più al grande calcio. Il primo vestirà la maglia granata, mentre il secondo - 13 anni appena compiuti - è sbarcato a Bergamo per uno stage, poi rientrerà alla base ma continuerà a essere costantemente monitorato dall’Atalanta (e non solo). Andrea Bruno, direttore sportivo del Cus Palermo non ha dubbi: “Per loro non sarà un punto d’arrivo, ma di partenza. Il duro lavoro e i sacrifici ripagano sempre”. 

Continua la fuga di talenti in Sicilia, complice anche il fallimento del settore giovanile del vecchio Palermo e un momento non proprio positivo del calcio sul territorio. Così a giovarne sono soprattutto tutti quei club alla ricerca di talenti ancora “sconosciuti”. Che in questo caso fanno rima con Pastorella e Ruffino. Giovani, ma promettenti, talmente tanto da aver attirato l’attenzione di due grandissimi club come Torino e Atalanta.

Salvatore Pastorella-2Classe 2004, l’ex cussino ed ex rosanero, Salvatore Pastorella (foto a lato) è uno di quei giocatori che fa dell’intelligenza calcistica una delle sue armi migliori. Mezzala, ma all'occorrenza anche trequartista, un centrocampista moderno bravo sia in fase realizzativa che a mandare in porta i propri compagni. E adesso proverà a farlo con addosso la maglia granata, nelle trafile dell’under 16 di mister Christian Fioratti, gruppo con cui Pastorella sta già lavorando intensamente per ambientarsi e raggiungere la miglior condizione fisica. Soltanto dopo aver spento le 16 candeline però Pastorella sarà ufficialmente a disposizione di mister Fioratti per le gare ufficiali. Per il Toro si tratta del secondo acquisto in una scuola calcio a Palermo: in estate infatti era arrivato anche Terranova, attualmente nell’under 15 granata.

“Lo avevo già allenato in passato - ha raccontato il ds Andrea Bruno a PalermoToday - prima che andasse a giocare al Palermo. Dopo il fallimento del club rosanero mi ha contattato per continuare ad allenarsi. Mi ha colpito ciò che mi disse: 'Nessuno ha mai voluto credere in me, datemi una possibilità e vi ripagherò con il duro lavoro'. Ecco, l’ha fatto e non possiamo che essere entusiasti per questa sua nuova avventura. Il passaggio è stato graduale: prima abbiamo mandato su il ragazzo per un primo approccio con la realtà torinese; poi, una volta visto che Salvatore si è trovato benissimo abbiamo definito l’accordo con il club granata. E' molto entusiasta per questa sua nuova avventura, adesso è iniziato il periodo d’adattamento, ricordiamo che sono pur sempre ragazzi che vanno a vivere fuori, lontani dalla propria famiglia e dai propri amici. Salvatore ha tutte le carte in regole per farsi valere, in campo sa essere molto duttile: nasce come trequartista, ma visto che nel calcio moderno è sempre più difficile trovare squadre che giocano con un trequartista si è reinventato mezzala". 

Alto 1,94 cm e 13 anni appena compiuti, Andrea Ruffino -  alias il "gigante buono", come viene chiamato dagli amici - farà strada. E non  solo per la stazza imponente, ma anche e soprattutto per la dedizione al lavoro e al sacrificio. E ad accorgersene oltre ai dirigenti del Cus è stata anche l'Atalanta, con i suoi responsabili scouting. Un settore giovanile che negli anni ha dimostrato di essere uno dei più prolifici sia in Italia che nel resto d’Europa. “Ma non avendo ancora compiuto 14 anni il ragazzo non potrà cambiare regione. Andrea non ha già firmato, ma è seguito costantemente dall’Atalanta, l’hanno seguito e adesso l’hanno voluto lì per qualche giorno per vedere le sue capacità di adattamento. Ruffino è un grande attaccante, nonostante sia un 2006 può già vantare una stazza non indifferente, una fisicità importante, per questo oltre l’Atalanta ci sono tantissime altre squadre che lo monitorano. A differenza di Salvatore, Andrea è cresciuto proprio qui da noi, al Cus. Noi, come società, siamo felicissimi per questi ragazzi. Abbiamo il piacere di far conoscere i nostri ragazzi, così com’è accaduto nel corso degli ultimi anni. Questo ci fa onore, l’emozione è grande, grandissima" ha sottolineato Bruno.

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"Ad oggi il nostro è uno dei vivai più importanti nel territorio palermitano. Da un lato dispiace sempre quando i ragazzi ci lasciano, perché si crea un rapporto importante sia con loro che con la famiglia, dall’altro però non possiamo che essere orgogliosi, perché questo è quello che sognano fin da bambini e non c’è cosa più bella di vederli sorridere nel prospettargli delle soluzioni così importanti. In Sicilia purtroppo in questo momento storico calcistico la nostra terra non offre tante possibilità, per cui se un ragazzo ha voglia e ha talento è giusto che vada fuori a giocare per inseguire i propri sogni. Da palermitani - ha concluso - ci auguriamo che il Palermo possa presto raggiungere i palchi che più gli competono, per tornare a collaborare con il club rosa piuttosto che con altre squadre italiane. Auguro ad entrambi i ragazzi di farsi valere e di ricordarsi sempre che questo dovrà essere un punto di partenza e non d’arrivo". 

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