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Aleksandar Trajkovski in conferenza

Aleksandar Trajkovski in conferenza

Trajkovski, l'arma in più del Palermo: "Ora sotto col Pescara"

Quattro mesi difficili per l'attaccante macedone, infortunatosi quest'estate nell'amichevole col Marsiglia: "Non è stato semplice vedere i compagni in difficoltà e non poter dare una mano. Esterno o punta non importa, mi basta giocare"

“Corini mi ha detto di entrare e dare il massimo. Ora sarà Fondamentale vincere contro il Pescara”. Il Palermo ha trovato il suo primo acquisto di gennaio: Aleksandar Trajkovski è tornato. Quattro mesi dopo l’infortunio rimediato dell'’amichevole contro l’Olympique Marsiglia, l’attaccante macedone è tornato in campo, segnando - al momento - il gol più pesante della stagione rosanero. Dalle lacrime a fine partita di Goldaniga all’euforia di un intera città, il Palermo è più vivo che mai.

E giovedì al Renzo Barbera arriva il Pescara: “Lavoreremo tantissimo per preparare nel miglior modo possibile il match di giovedì sera contro il Pescara. Sarà importante avere i tifosi dalla nostra parte. Tutti insieme proveremo a vincere questa partita. E’ stato un periodo difficile – ammette la punta macedone -  sia per me che per la squadra. Non è stato semplice vedere i compagni in difficoltà e non poter dare una mano. Adesso, però, lavorerò sempre di più per poter fare la differenza”. Meno di ventiquattro ore dall’impresa di Genova e già subito al lavoro, anche se la partita di ieri sarà difficile da dimenticare. Anche perché, numeri alla mano, questo Palermo non è più la squadra più scarsa d’Europa: “E’ stata una vittoria del gruppo. E' stato bellissimo poter rimontare una partita che si era totalmente messa in salita. Dopo il 3-1 del Genoa non era facile continuare a crederci. Il merito è di tutta la squadra. Siamo stati bravi a credere di poter sfruttare ogni possibile occasione”.

Sul suo connazionale Nestorovski. "Con Ilija ho un ottimo rapporto - chiosaTrajkovski - ed è stato lui a servirmi il pallone del 4-3, non posso che ringraziarlo per questo. Il fatto che parliamo la stessa lingua è importante. Per quanto riguarda la mia posizione in campo penso che debba decidere il mister. Prima punta o esterno non fa differenza. Quello che conta è scendere in campo”.

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