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La metamorfosi di Jajalo: "Grazie per i complimenti, voglio la seria A con il Palermo"

Quella con l'Avellino è stata la miglior partita da quando il bosniaco indossa la maglia rosanero. "Le critiche? Non sono il cocco di nessuno e ho sempre dato il massimo per questi colori. Nello spogliatoio non si parla delle vicende societarie. Battere il Venezia? Non sarà facile..."

Mato Jajalo in azione contro il Cittadella - foto Fucarini

I muscoli del Palermo e forse anche la testa: la metamorfosi di Mato Jajalo. Quella contro l’Avellino è stata la migliore partita del centrocampista bosniaco da quando veste la maglia rosanero: gladiatore a centrocampo che lotta su ogni pallone vagante e altrettanto bravo nell’immedesimarsi nell’insolito ruolo di uomo assist. Uno Jajalo così farebbe comodo a chiunque, perfino a quei tifosi che non si sono mai risparmiati nel criticare il giocatore 29enne.

“Ci tengo a ringraziare – dice Jajalo in conferenza stampa – sia Tedino che Zamparini per i complimenti. Quello che mi sento di dire è che sono sempre stato un calciatore che gioca in ogni occasione per la squadra e inoltre ho sempre dato il massimo. Ciò non toglie che nella vita, così come nel calcio, siamo umani e come tali qualche volta si può anche sbagliare. Faccio sempre quello mi chiede il mister e non mi tiro mai indietro. Tedino mi ha dato tanta fiducia sia come uomo che come giocatore. Ogni giorno sento di migliorare sempre di più e spero di averlo fatto vedere anche ai tifosi. I loro insulti fanno parte del nostro mestiere, sui social soprattutto ognuno può dire quello che ritiene più giusto. Non mi sento il preferito di Zamparini, non lo sono mai stato e non ho mai fatto affidamento su queste voci. Sicuramente non sono preoccupato ed è per questo che la notte riesco comunque a dormire tranquillamente. Il miei impegno per questi colori non mancherà mai”.

Avellino-Palermo 1-3, gol e highlights | Video

Colori che Jajalo indossa ormai da quasi tre anni, dopo essere arrivato in Sicilia da svincolato. Poteva essere uno dei tanti, uno di passaggio e invece giorno dopo giorno e anno dopo anno, Jajalo ha sempre lavorato a testa bassa, scendendo in campo, ma anche guardando i suoi compagni dalla panchina. Per lui 2 reti in 85 presenze con il club rosanero. “Per adesso – confessa – non penso al futuro. Sia io che la mia famiglia siamo molto felici qui a Palermo e davanti a me ho un altro anno di contratto. Il mio obiettivo è quello di tornare in serie A con questi colori. Il resto si vedrà. Non ho avrò alcun problema se la società deciderà nel mercato di riparazione di trovare un giocatore di esperienza. La concorrenza stimola i giocatori e per non è mai stato un problema, anzi. Più siamo meglio è, specialmente in un campionato lungo e difficile come quello di B. La squadra sta lavorando molto bene con Tedino e quando scendiamo in campo con la giusta mentalità abbiamo dimostrato di poter far male a chiunque”.

Il prossimo impegno di campionato vedrà Jajalo e compagni scendere in campo al Barbera contro il Venezia di Pippo Inzaghi. Gli uomini di Tedino giocheranno senza dimenticare le tre reti subite dal Cittadella. “Non penso che contro il Cittadella abbiamo perso per le vicende societarie. Sia io che i miei compagni siamo tranquilli e abbiamo fiducia nell’operato della società. Con il resto del gruppo – confessa - non ne abbiamo neanche parlato, perché ogni giorno pensiamo solo e soltanto al campo. Volevamo far dimenticare ai nostri tifosi la sconfitta di lunedì scorso e siamo contenti di esserci riusciti. Abbiamo gestito bene la gara e abbiamo espresso tutte le nostre qualità. Ci voleva un segnale per dimostrare chi siamo e che siamo pronti a guardare avanti. Sicuramente – dice - non sarà facile giocare contro il Venezia. Parliamo di un club che può contare su giocatori d’esperienza che vogliono salire come noi in serie A. Penso che sarà una sfida davvero importante per noi. Inoltre – conclude – dobbiamo crescere nei match giocati davanti ai nostri tifosi. non dobbiamo essere nervosi al Renzo Barbera e non dobbiamo neanche cercare il gol con frenesia. Quello che mi sento di dire è che noi abbiamo bisogno di loro, perché noi giochiamo soprattutto per i nostri tifosi”.

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