Mercoledì, 28 Luglio 2021
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A Parigi è nata una stella, Cecchinato guarda avanti: "Ora me la gioco coi più forti"

Il 25enne palermitano non nasconde la delusione dopo la semifinale persa contro Thiem: "Ho avuto le mie chanche. Peccato, volevo regalare a tutti una bella impresa". Ma la testa è al futuro: "Preparerò Wimbledon meglio degli anni passati". Il cugino Palpacelli: "Avrò per sempre l'immagine della sua palla corta al centrale del Roland Garros"

Marco Cecchinato, 25enne tennista palermitano insieme al cugino-maestro Francesco Palpacelli

"E ora me lo gioco coi più forti". E' un Ceck-raise, per dirla in termini pokeristici. Un mix di delusione e consapevolezza per l'impresa compiuta la faccia di Marco Cecchinato in conferenza stampa nel post partita contro Dominic Thiem. "Sentire il mio nome scandito dal pubblico del Philippe Chatrier è stato magico - ha detto -. Giocavo contro un top ten ed erano tutti per me. Che belli tutti quegli applausi".

Ma il 25enne palermitano non nasconde un pizzico di sconforto per la semifinale persa al Roland Garros. "Un po' di rammarico c'è - ha ammesso - in tanti erano venuti qui da Palermo. Volevo regalare a tutti una bella impresa. Ora desidero solo staccare la spina per un paio di giorni e poi tornare a lavorare duro. Le emozioni di queste due settimane devo ancora assimilarle, ci vorrà un po'. Vado via con tanti pensieri positivi. Da lunedì sarò nei top 30, vedermi lì con tutti i migliori era il mio sogno da bambino. Ma so che posso ancora crescere, c'è tanto da lavorare".

Termina la favola di Cecchinato, vince Thiem

Poi un pensiero al quel tie-break maledetto nel secondo set. "Ho avuto le mie chance - spiega - e se avessi vinto il secondo set gli avrei messo pressione e la partita ricominciava. Poi ho avuto un calo ad inizio del terzo, ma dopo due ore combattute in quel modo ci può stare. Ma questa esperienza mi servirà. Mi porto via la consapevolezza di poter fare match alla pari con i più forti".

Nel corso del Roland Garros Cecchinato è stato capace di eliminare nell'ordine Carreno Busta, Goffin e Djokovic. Non gli è riuscita l'ennesima impresa di un torneo straordinario. I francesi lo hanno paragonato a Guga Kuerten, che nel 1997 vinse all'ombra della Tour Eiffel da semisconosciuto. Ceck, come ama definirsi lui stesso, in un paio di mesi ha ribaltato il mondo: ha vinto il primo titolo Atp in carriera a Budapest e ora, dopo la semifinale di Parigi, scala la classifica fino al numero 27 del ranking con un bell'assegno di 560 mila euro. "Preparerò Wimbledon meglio degli anni passati giocando i tornei sull'erba che lo precedono. Ora la mia classifica - conclude il palermitano - mi permette una programmazione di alto livello. Poi ci saranno Umago e Amburgo, altri due tornei sulla terra. Quindi il cemento americano sino agli Us Open. E anche su quella superficie so di poter dire la mia".

Entusiasta il cugino-allenatore Francesco Palpacelli (nelle foto in basso), che è stato accanto a Cecchinato negli ultimi giorni parigini. "Sono strafelice - dice a PalermoToday - sia come cugino che come maestro di tennis (visto che ho messo la racchetta in mano a Marco e ora lo seguo 'part time') per le emozioni che ci ha fatto vivere. Vederlo competere con i più forti del mondo è un sogno che si realizza e ripaga tutto il duro lavoro svolto negli anni passati . Porterò sempre con me questi splendidi giorni - conclude "Palpa" - e avrò sempre davanti agli occhi l'immagine di Marco che esegue la palla corta (il mio colpo preferito) sul centrale del Roland Garros".

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